L'ex consigliere nazionale democentrista analizza la situazione venutasi a creare dopo la decisione del ministro. E dà un consiglio al centro-destra

Pierre Rusconi, lei che è stato sia deputato leghista sia presidente dell’UDC, e che di alleanze e tensioni tra le due forze politiche del centro destra ha una lunga esperienza, cosa pensa dell’annunciata ricandidatura di Claudio Zali, delle sue bordate all’UDC e della sua preferenza a correre su una lista puramente leghista?
"Parto dalla premessa che le mie riflessioni non godono di informazioni interne ai due partiti. Non rappresentano pertanto una presa di posizione frutto di qualsivoglia condizionamento. Vengo al punto: la ricandidatura di Zali è una sua scelta che dovrà essere avallata dal plenum della Lega e in quell’occasione si vedrà se sarà plebiscitata o contestata. Questo primo banco di prova sarà indicativo del gradimento all’interno del movimento della mossa del ministro".
L’UDC ha sempre detto di non volere una lista unica con la presenza di Zali per motivi di incompatibilità politica. A questo punto l’alleanza è defunta e i democentristi perderebbero la faccia rimangiandosi il veto?
"Considerando che manca un anno al voto, le prese di posizione dell’UDC hanno ancora spazio per essere confermate o smentite da fattori di opportunità elettorali più ampie, nazionali e comunali. La politica è l’arte del compromesso e in questo scenario si possono innestare dinamiche di reciproco interesse tra Lega e UDC".
In un’ottica di lista UDC in solitaria, quante chance avrebbe l’UDC di battere il PLR per il quinto seggio? E oltre a Marchesi dovrebbe candidarsi anche Marco Chiesa?
"Sulle chance è difficile esprimesi in questo momento. E più che dare un consiglio a Chiesa preferisco darlo al centro destra. Finora Marco Chiesa non si è esposto in questa diatriba, pur avendo voce in capitolo visto il suo ruolo nazionale e comunale, due ruoli importanti da ponderare in caso di mancato accordo globale con la Lega. Prima che tra i due litiganti sia un altro partito a goderne i frutti - e qui penso al PLR - sarebbe bene trovare una soluzione mediana… E vengo al suggerimento: lista unica, ma con un agreement: un patto nero su bianco che - se confermati i due seggi, e con la riconferma di Norman Gobbi e Claudio Zali - preveda dopo due anni una staffetta con l’eventuale esponente dell’UDC nel caso in cui sia il primo subentrante. Meditate amici di centro destra…".