"Prima i nostri cittadini, non i Comuni oltreconfine! Quei soldi sono generati sul nostro territorio e devono restare in Ticino"

LUGANO - La Lega torna a chiedere il blocco dei ristorni dei frontalieri e propone di destinare quelle risorse al sostegno dei residenti ticinesi alle prese con il rincaro dei premi di cassa malati: "Quei soldi devono servire a finanziare il tetto massimo del 10% per i premi di cassa malati e la deduzione integrale delle polizze. Prima i nostri cittadini, non i Comuni oltreconfine!"
In un comunicato diffuso nelle scorse ore, il movimento afferma che il Ticino è ormai “allo stremo” e che, mentre famiglie e ceto medio vengono “spennati” dall’aumento dei costi sanitari, continuano a uscire dalle casse cantonali decine di milioni di franchi destinati ai Comuni italiani della fascia di confine.
Per la Lega, quei soldi “sono generati sul nostro territorio e devono restare in Ticino per dare ossigeno ai nostri cittadini”. Da qui la richiesta di un blocco immediato del versamento dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri.
Il movimento propone inoltre di convogliare i fondi così trattenuti in un “Fondo di Emergenza” destinato, almeno per un anno, a finanziare l’applicazione delle due iniziative popolari approvate in votazione sul tema dei premi di cassa malati. In particolare, la Lega cita l’iniziativa socialista che punta a fare in modo che nessun cittadino debba spendere più del 10% del proprio reddito disponibile per l’assicurazione sanitaria, e la propria iniziativa che chiede la deduzione integrale dei premi di cassa malati dalle imposte.
Secondo la Lega, se Berna e il Consiglio di Stato non sono in grado di frenare l’esplosione dei costi della salute, occorre intervenire utilizzando le risorse già disponibili. La Lega sostiene inoltre che il nuovo accordo fiscale sui frontalieri non può funzionare “a senso unico” e che, se i ticinesi sono chiamati a sopportare sacrifici sempre più pesanti, l’Italia non può continuare a incassare come se nulla fosse.
Il tema dei ristorni torna così al centro del dibattito politico cantonale, intrecciandosi con quello del finanziamento delle iniziative approvate in votazione popolare lo scorso anno.