POLITICA E POTERE
La sfuriata di Zali contro l'Italia: "Avanti coi ristorni". E attacca Cornado
Il presidente del Governo: "Non possiamo ignorare la campagna estremamente negativa nei confronti della Svizzera seguita ai tragici eventi del Vallese"
TIPRESS/AGOSTA

di Claudio Zali (dal Mattino della domenica) *

I rapporti con l’Italia sono ai minimi storici e, di conseguenza, la questione del blocco dei ristorni dovrà essere discussa in Consiglio di Stato prima di giugno.

Non possiamo ignorare la campagna estremamente negativa nei confronti della Svizzera seguita ai tragici eventi del Vallese. E non mi riferisco al giornalismo di infima qualità della vicina penisola, bensì alle ripetute esternazioni del rappresentante istituzionale della Repubblica italiana nel nostro Paese, vale a dire l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, che si è espresso in modi assolutamente inaccettabili, forse sapendo di essere a fine carriera e che a breve lascerà la Svizzera. Uscite che non ci si aspetta da parte di un Paese che si ritiene amico della Confederazione.

Questo non possiamo dimenticarcelo, ma non è il principale motivo di attrito con l’Italia: è solo un corollario aggiuntivo.

Il vero motivo che mi porta a dire che la situazione continua a peggiorare è che l’Italia intende sottrarsi agli accordi internazionali stipulati con la Svizzera e recentemente rivisti con l’accordo sui frontalieri, applicando ai “vecchi” frontalieri un’imposta supplementare giustificata con il pretesto di una tassa sulla salute.

Dalle prime valutazioni sembrerebbe che la Confederazione intenda prostrarsi in ginocchio davanti all’Italia e sarebbe quindi pronta a convalidare questa ennesima forzatura giuridica. E, come sempre, sarà il Ticino a doverne pagare il prezzo.

Io credo invece che tutto ciò che l’Italia preleverà in più sui “vecchi” frontalieri debba essere compensato deducendolo dai ristorni.

È bene ricordare che i ristorni rappresentano, in pratica, fiscalità concernente ricchezza generata e prodotta in Ticino: soldi che, in assenza di un accordo capestro internazionale, spetterebbero interamente al Ticino e andrebbero certamente a risolvere molti problemi del Cantone, compresi quelli legati alla mobilità, ai quali la presenza di 80’000 frontalieri contribuisce in modo significativo.

Come se questo non bastasse, a breve si aggiungerà anche la questione della disoccupazione dei frontalieri come nuovo onere a carico del nostro Paese.

Ritengo dunque necessario che il Consiglio di Stato torni in tempi rapidi a parlare di blocco dei ristorni.


* Presidente del Consiglio di Stato

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