POLITICA E POTERE
Le remunerazioni 'elettriche'... E il nodo irrisolto della trasparenza
Proprio il fatto che nei CdA pubblici siedono persone legate ai partiti dovrebbe indurre le Amministrazioni a dichiarare in modo trasparente i meccanismi con cui esse vengono remunerate
SECONDO ME

Amalia Mirante: "CdA e partiti: poche regole per fare chiarezza"

24 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

Amalia Mirante: "CdA e partiti: poche regole per fare chiarezza"

24 SETTEMBRE 2026

di Marco Bazzi

Quando si parla di emolumenti di consigli d’amministrazione di aziende pubbliche o para-pubbliche, la polemica è sempre dietro l’angolo. Pronta a gonfiarsi come una pagnotta dal troppo lievito. Il che accade soprattutto quando si iniziano a respirare le prime esalazioni - o effluvi, fate voi - da clima elettorale.

Anche perché, purtroppo, in Ticino il tema della trasparenza delle remunerazioni (ma in generale il tema della trasparenza in tutte le sue declinazioni) è ancora da affrontare, e i CdA pubblici e para-pubblici sono spesso immersi in nebulose impenetrabili, protetti da cortine di discrezione e riservatezza degne dei Tre Segreti di Fatima. Cosicché, alla fine, questa discrezione diventa talmente fitta e insistita da divenire irrimediabilmente sospetta.

Anche perché, lo sappiamo, nei CdA pubblici siedono spesso, se non sempre o quasi sempre, amministratori indicati dai partiti. Il che non significa, per carità, che siano stati piazzati lì a scaldar poltrone, o a riscuotere crediti di un passato (o presente) impegno politico. E non significa che siano degli incompetenti.

Ma proprio il fatto che nei CdA pubblici - o para-pubblici - siedono persone legate ai partiti (o alla sfera d’influenza della politica) dovrebbe indurre le Amministrazioni pubbliche a dichiarare in modo trasparente i meccanismi con cui esse vengono remunerate. E le relative remunerazioni.

Altrimenti, il rischio è quello che, purtroppo, il Ticino corre continuamente: la generazione del sospetto nell’opinione pubblica. E chi nasconde cose che non hanno alcun motivo per venir nascoste si espone a tale rischio, come l’orso del tirassegno delle giostre a quello dell’impallinamento.

Ogni Comune ha le sue regole, ogni azienda le proprie. E confrontare le cifre non è semplice. Ma proviamo a farlo.

A riportare d’attualità il tema sono i dati rivelati ieri sera da Teleticino sugli emolumenti percepiti nel primo semestre del 2026 dai membri del Consiglio d’amministrazione delle Aziende Industriali di Lugano. Cifre lorde, composte da una parte fissa e da una variabile legata principalmente alla partecipazione a commissioni, gruppi di lavoro e riunioni varie.

Orbene, il presidente Lukas Bernasconi ha percepito nei primi sei mesi dell’anno tra gli 80 e i 90mila franchi. Bernasconi, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, fa parte della Commissione strategie e finanze e della Commissione risorse umane. Il vicepresidente di AIL, Filippo Zanetti, co-presidente del Partito socialista di Lugano, ha percepito tra i 70 e gli 80mila franchi. Siede nella Commissione strategie e finanze e presiede quella delle risorse umane. Proprio queste commissioni sono state particolarmente impegnate negli ultimi mesi, in una fase che AIL definisce di profonda trasformazione aziendale.

Seguono Mario Antonini, segretario del CdA e presidente della Commissione strategie e finanze, in quota PLR, con una remunerazione compresa tra 35 e 45 mila franchi; Fabio Forrer, pure in quota PLR e presidente della Commissione gestione rischi, tra 30 e 40 mila; Paolo Beltraminelli, consigliere comunale e presidente del Centro di Lugano, tra 25 e 35 mila; e Marco Chiesa, municipale UDC e membro della Commissione gestione rischi, nella medesima fascia. Infine Filippo Lombardi, municipale del Centro, che non fa parte di alcuna commissione del CdA: per lui la stima oscilla tra 20 e 30 mila franchi.

C'è però una precisazione importante da fare. Sarebbe fuorviante prendere gli 80-90 mila franchi percepiti da Bernasconi nel primo semestre e moltiplicarli per due, arrivando così a ipotizzare una remunerazione annuale attorno ai 160-180 mila franchi.

Secondo quanto ci risulta, infatti, nella cifra del primo semestre è già compresa l'intera componente fissa annuale spettante al presidente, pari a circa 50 mila franchi. A questa si aggiunge la parte variabile, determinata soprattutto dalle sedute del CdA, delle commissioni e dei gruppi di lavoro.

Troppo? Magari sì. Magari no. E uno dei rischi segnalati da chi opera in ambito finanziario è quello che ai vertici delle AIL vengano confusi i ruoli di membri del CdA con quelli della Direzione generale.

È stata, probabilmente, l'intensa attività delle sedute delle commissioni durante la ristrutturazione delle Aziende industriali ad aver contribuito a far lievitare le remunerazioni del presidente e del vicepresidente ai livelli registrati nel primo semestre.

Ma, altrettanto probabilmente, è mancato un tetto definito - e politicamente condiviso - per evitare che gli emolumenti lievitassero oltre una ragionevole misura. E oltre ogni ragionevole dubbio.

Inoltre, queste cifre vanno spiegate e motivate, trattandosi di CdA pubblici, e non nascoste in nome di chissà quale principio di privacy, come è stato finora. Il che vale anche per altre partecipate della Città, come il Casinò. Altra grande nebulosa con nomine politiche, dal CdA alla Direzione.

Ma quanto pagano gli altri?

Trovare una risposta non è semplice, e in ogni caso non sempre si possono paragonare realtà molto diverse tra loro.

A Bellinzona, per esempio, non è facilmente reperibile nei documenti pubblici più recenti il dettaglio delle remunerazioni del Consiglio d'amministrazione delle Aziende Municipalizzate. Ma gli ultimi dati reperibili (2018) indicavano qualche migliaio di franchi per i membri del CdA.

E nel Locarnese il sistema è diversificato, perché nel CdA della Società Elettrica Sopracenerina siedono rappresentanti dei diversi Comuni azionisti e ciascun Comune disciplina il trattamento dei propri rappresentanti. Il caso di Locarno è particolarmente interessante: i compensi spettanti ai rappresentanti della Città negli organi delle partecipate vengono riversati alla Città stessa. È dunque necessario distinguere fra quanto SES versa per una determinata funzione e quanto rimane effettivamente alla persona che la esercita.

È il caso del presidente della SES ed ex sindaco di Locarno Alain Scherrer. L'emolumento collegato alla presidenza sarebbe nell'ordine di circa 45 mila franchi, ma viene riversato interamente alla Città. Scherrer viene poi remunerato secondo il sistema comunale dei gettoni di presenza. Considerando un numero ordinario di sedute, il compenso effettivamente percepito per questa attività risulterebbe inferiore ai 10 mila franchi annui.

Il confronto con AIL evidenzia dunque due modelli profondamente differenti, pur trattandosi in entrambi i casi di aziende elettriche fortemente legate agli enti pubblici.

A Berna: 139.912 franchi per tutto il CdA

Un confronto ancora più preciso è possibile con Energie Wasser Bern (ewb), l'azienda pubblica che rifornisce circa 150 mila clienti di elettricità, acqua e calore e che nel 2025 ha realizzato un utile di 34,7 milioni di franchi.

Qui la trasparenza è totale: il rapporto di gestione pubblica nome per nome le remunerazioni.

Nel 2025 l'intero Consiglio d'amministrazione di ewb è costato 139.912 franchi. Il presidente Michel Kunz ha percepito 56.650 franchi. Gli altri membri hanno ricevuto cifre comprese, considerando anche gli avvicendamenti avvenuti durante l'anno, tra 5.500 e 14.875 franchi. E per il rappresentante dell'esecutivo cittadino, Alec von Graffenried, il rapporto specifica espressamente che i 14.075 franchi vengono versati alla cassa della Città di Berna.

Il dato offre un termine di paragone significativo: l'intero CdA dell'azienda bernese è costato nel 2025 meno di quanto presidente e vicepresidente di AIL hanno complessivamente percepito nei soli primi sei mesi del 2026, sulla base delle forchette rese note.

Interessante è anche il confronto con Ginevra, dove gli emolumenti sono più elevati. Anche qui, però, i dati sono pubblici nel rapporto finanziario 2025 dei Services industriels de Genève (SIG). Il presidente ha incassato 120.000 franchi nell'intero 2025; altri consiglieri 30.000 franchi in media.

Swissgrid: un modello completamente diverso

Diverso ancora è il caso di Swissgrid, la società nazionale che gestisce la rete svizzera di trasmissione dell'elettricità.

Qui siamo su dimensioni e responsabilità difficilmente paragonabili direttamente a quelle di un'azienda comunale. E anche le remunerazioni sono decisamente superiori: nel 2025 il presidente del Consiglio d'amministrazione ha percepito 250 mila franchi, spese forfettarie comprese, mentre gli altri consiglieri hanno ricevuto tra 57.500 e 77.500 franchi.

È un dato utile soprattutto perché dimostra quanto sia difficile parlare di un unico “prezzo di mercato” per un consigliere d'amministrazione nel settore energetico.

Ed è esattamente questo il punto sul quale si concentra la discussione luganese: qual è il termine di paragone corretto per AIL?

Le spiegazioni di Lukas Bernasconi

Lukas Bernasconi sostiene che le remunerazioni dell'azienda non siano fuori linea rispetto al benchmark delle altre società svizzere e sottolinea l'impegno eccezionale richiesto dall'attuale trasformazione di AIL. Il presidente ricorda inoltre che l'azienda ha raggiunto dimensioni importanti: nel 2025 ha realizzato 511 milioni di franchi di cifra d'affari e riversato 12 milioni nelle casse della Città di Lugano.

Resta però sul tavolo un'altra questione, forse ancora più importante delle cifre: la trasparenza, di cui abbiamo parlato all’inizio.

Perché mentre a Berna è sufficiente aprire il rapporto annuale di ewb per sapere, al franco, quanto ha percepito ciascun amministratore, a Lugano queste cifre sono emerse soltanto attraverso documenti consultati dai giornalisti.

Lo stesso Bernasconi ha annunciato a Ticinonews che qualcosa potrebbe cambiare: AIL sta discutendo internamente il principio di una maggiore trasparenza e nel prossimo rapporto integrato potrebbe comparire un capitolo specificamente dedicato alle remunerazioni del Consiglio d'amministrazione.

Ed è probabilmente da qui che ripartirà una discussione che a Lugano dura ormai da anni.

 

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