Un’analisi di Sotomo commissionata da Economiesuisse calcola quanto peserebbe la doppia maggioranza. Il precedente di Schengen/Dublino e il timore dei sostenitori degli accordi

BERNA – Non basterebbe vincere. Bisognerebbe vincere nettamente. Secondo un’analisi realizzata da Sotomo per Economiesuisse e rivelata dal SonntagsBlick, se i Bilaterali III venissero sottoposti al referendum obbligatorio sarebbe necessario raggiungere circa il 59% dei voti favorevoli a livello nazionale per riuscire a conquistare anche la maggioranza dei Cantoni.
È questo il dato centrale dello studio, finora rimasto riservato ai vertici di Economiesuisse, che assume particolare rilevanza dopo la decisione del Consiglio degli Stati: mercoledì la Camera dei Cantoni ha infatti votato, con 23 voti contro 17, a favore del referendum obbligatorio sul pacchetto di accordi con l’Unione europea. Se questa impostazione venisse confermata, per l’approvazione sarebbero necessarie sia la maggioranza del popolo sia quella dei Cantoni.
L’analisi di Sotomo ha esaminato il rapporto tra il risultato nazionale e quello ottenuto nei singoli Cantoni nelle precedenti votazioni riguardanti i rapporti tra Svizzera ed Europa. Ed emerge anche un precedente significativo: se per i Bilaterali II fosse stata necessaria la maggioranza dei Cantoni, l’accordo su Schengen/Dublino non sarebbe stato approvato.
È proprio questo divario tra maggioranza popolare e maggioranza cantonale a preoccupare i sostenitori dei Bilaterali III. La consigliera nazionale Elisabeth Schneider-Schneiter arriva a sostenere che imporre la doppia maggioranza equivarrebbe sostanzialmente a bocciare gli accordi: «La maggioranza dei Cantoni è il colpo di grazia per gli Accordi bilaterali III».
Il SonntagsBlick mette inoltre in evidenza la contraddizione politica che attraversa il dibattito. Da una parte vi sono esponenti del Centro e del PLR che sostengono il progetto europeo del consigliere federale Ignazio Cassis ma contemporaneamente chiedono che a decidere siano sia il popolo sia i Cantoni. Dall’altra, i contrari al referendum obbligatorio vengono accusati di voler evitare la doppia maggioranza proprio perché renderebbe più difficile l’approvazione del pacchetto.
Economiesuisse non nasconde che conoscere questo meccanismo è importante anche in vista della futura campagna. Heike Scholten, responsabile della campagna dell’associazione mantello dell’economia, spiega infatti che lo studio è stato commissionato a Sotomo proprio per conoscere «il punto di partenza» e poter condurre la campagna in maniera mirata.
La partita, comunque, non è ancora chiusa. Per ora si è espresso soltanto il Consiglio degli Stati. Il Consiglio nazionale affronterà la questione in dicembre.
Il dato politicamente più significativo che emerge dall’analisi resta dunque quel 59%: secondo la simulazione di Sotomo, una semplice maggioranza nazionale potrebbe non essere sufficiente. Per superare contemporaneamente lo scoglio del voto popolare e quello dei Cantoni, il fronte favorevole ai Bilaterali III dovrebbe ottenere un consenso nazionale sensibilmente superiore al 50%.