Comitato coordinato da Luigi Pedrazzini, con sostegno anche dai Grigioni: “Conseguenze concrete su qualità e pluralismo dell’informazione”

Oggi alle ore 10.00, al Monteceneri, si è presentato alla stampa il Comitato contro l’iniziativa “200 franchi bastano – Non silenziamo la Svizzera italiana”. L’incontro con i media, condotto da Michele Fazioli e tenutosi in un luogo dal forte valore simbolico per il servizio pubblico radiotelevisivo della Svizzera italiana, è stato l’occasione per illustrare le ragioni della nascita del Comitato e i suoi obiettivi.
Il Comitato, coordinato da Luigi Pedrazzini, ha spiegato che la sua costituzione risponde alla volontà di informare le cittadine e i cittadini in modo chiaro e trasparente sui numerosi rischi che l’iniziativa comporta, in particolare per il quadrilinguismo, per l’indipendenza dell’informazione e per il corretto funzionamento della democrazia diretta nel nostro Paese. Da qui all’8 marzo, il Comitato intende impegnarsi attivamente per rendere consapevole la popolazione delle conseguenze concrete dell’iniziativa.
Nel corso dell’incontro si sono presentati alcuni membri del comitato, che hanno spiegato le motivazioni che li hanno spinti a impegnarsi in questa causa, sottolineando l’urgenza di difendere il servizio pubblico radiotelevisivo da diversi punti di vista. È stata inoltre illustrata la composizione del comitato politico, per voce del suo coordinatore Alex Farinelli, un comitato che coinvolge non solo Consiglieri nazionali ticinesi, ma anche rappresentanti dei Grigioni, a testimonianza di una preoccupazione condivisa oltre i confini cantonali e che interessa diverse realtà e sensibilità linguistiche.
In conclusione, il Comitato ha ribadito il profondo radicamento del servizio pubblico radiotelevisivo nella realtà della Svizzera italiana, evidenziando il suo ruolo di portavoce di cittadine e cittadini, associazioni culturali, sindacali e sportive, che hanno scelto di aderire all’iniziativa. Un impegno comune volto non solo a difendere il servizio pubblico radiotelevisivo, ma soprattutto a garantire alla Svizzera italiana una voce propria e un’informazione di qualità, pluralista e radicata nel territorio.
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