SECONDO ME
Canone a 200 franchi, Marchesi: “Essenziale sì, intrattenimento no”
“Non è un attacco alla SSR: con 800 milioni si possono garantire informazione, approfondimento e cultura. Gridare alla ‘distruzione del servizio pubblico’ è fuorviante e poco onesto verso i contribuenti”
TiPress / Alessandro Crinari

di Piero Marchesi *

Il dibattito sul canone radiotelevisivo viene spesso presentato in modo distorto, come se ogni richiesta di riduzione equivalesse a voler smantellare il servizio pubblico. Nulla di più falso. La vera questione è un’altra: che cosa debba essere finanziato dal canone e con quali proporzioni e cosa invece dovrebbe diventare facoltativo per l’utente.

A mio avviso, il servizio pubblico ha una missione chiara e delimitata: informazione, approfondimento e cultura. È qui che il canone trova la sua legittimazione. Garantire un’informazione indipendente e pluralista, offrire analisi di qualità sui temi politici, economici e sociali, valorizzare la cultura e le specificità del nostro Paese. Questo è servizio pubblico. Tutto il resto è accessorio.

Viene allora spontaneo chiedersi: sono servizio pubblico i reality show, i giochi a quiz o i format di puro intrattenimento? La risposta è no. Così come non lo sono i film e le serie acquistati con soldi del canone, quando la maggior parte dei cittadini li trova già sulle piattaforme private, pagandoli di tasca propria. In questi casi si crea una doppia spesa ingiustificata e una concorrenza sleale verso il mercato.

L’iniziativa “200 franchi bastano” che propone di ridurre il canone da 335 a 200 franchi non è un attacco al servizio pubblico, ma un invito alla razionalità e al rispetto dei contribuenti. Con 200 franchi all’anno, la SSR disporrebbe comunque di circa 800 milioni di franchi di budget. Parlare di “distruzione del servizio pubblico” con una simile cifra a disposizione è semplicemente disonesto.

Con 800 milioni si può garantire pienamente informazione, approfondimento e cultura di qualità. Ciò che verrebbe meno non è il servizio pubblico, ma l’eccesso: l’intrattenimento generalista, i format commerciali, le produzioni che nulla hanno a che fare con un mandato pubblico.

Difendere davvero il servizio pubblico significa avere il coraggio di definirne i confini, concentrando le risorse su ciò che è essenziale e che il mercato non offre spontaneamente. Un servizio pubblico più snello, più mirato e più credibile non è più debole: è più legittimo. E soprattutto è più rispettoso di chi, quel canone, è obbligato a pagarlo.

* Consigliere nazionale UDC

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

POLITICA E POTERE

Gobbi e Zali: "Sì al canone a 200 franchi"

SECONDO ME

Pesenti: “Voto NO ai 200 franchi. Ma non è un sì allo status quo”

SECONDO ME

"200 franchi bastano", "un sì contro sprechi e stipendi d’oro"

SECONDO ME

"200 franchi bastano", Masoni: "È in gioco la nostra voce. Ecco il prezzo nascosto del taglio del canone"

POLITICA E POTERE

Canone Tv, l’UDC: “Il Governo difende la RSI in modo acritico, ignorando la volontà dei ticinesi“

SECONDO ME

Fabio Regazzi: "200 franchi bastano. La SSR come Fort Apache?"

In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Hotel Belvedere Locarno, dove il cinema vive oltre lo schermo

03 AGOSTO 2026
MEDICI IN PRIMA LINEA

Medici di famiglia, nasce SMaRTi: "Un modello unico in Svizzera"

02 AGOSTO 2026
LETTURE

“La montagna incantata”: il Monte San Giorgio come non l’abbiamo mai letto

16 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
LiberaTV+

POLITICA E POTERE

La nota del Governo: Zali rinuncia alla responsabilità politica di Polizia e Magistratura

23 LUGLIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026