STL Blues
1
VAN Canucks
6
fine
(0-3 : 0-2 : 1-1)
WIN Jets
7
PHI Flyers
1
3. tempo
(2-1 : 3-0 : 2-0)
OTT Senators
0
BOS Bruins
0
1. tempo
(0-0)
CHI Blackhawks
MON Canadiens
00:00
 
STL Blues
NHL
1 - 6
fine
0-3
0-2
1-1
VAN Canucks
0-3
0-2
1-1
 
 
3'
0-1 BOESER
 
 
13'
0-2 PETTERSSON
 
 
15'
0-3 BOESER
 
 
32'
0-4 HORVAT
 
 
34'
0-5 GOLDOBIN
1-5 KYROU
49'
 
 
 
 
50'
1-6 BOESER
BOESER 0-1 3'
PETTERSSON 0-2 13'
BOESER 0-3 15'
HORVAT 0-4 32'
GOLDOBIN 0-5 34'
49' 1-5 KYROU
BOESER 1-6 50'
Ultimo aggiornamento: 09.12.2018 23:30
WIN Jets
NHL
7 - 1
3. tempo
2-1
3-0
2-0
PHI Flyers
2-1
3-0
2-0
1-0 CONNOR
12'
 
 
2-0 MORRISSEY
15'
 
 
 
 
18'
2-1 VORACEK
3-1 TANEV
28'
 
 
4-1 BYFUGLIEN
35'
 
 
5-1 WHEELER
36'
 
 
6-1 LITTLE
42'
 
 
7-1 MYERS
49'
 
 
12' 1-0 CONNOR
15' 2-0 MORRISSEY
VORACEK 2-1 18'
28' 3-1 TANEV
35' 4-1 BYFUGLIEN
36' 5-1 WHEELER
42' 6-1 LITTLE
49' 7-1 MYERS
Start delayed.
Ultimo aggiornamento: 09.12.2018 23:30
OTT Senators
NHL
0 - 0
1. tempo
0-0
BOS Bruins
0-0
Ultimo aggiornamento: 09.12.2018 23:30
CHI Blackhawks
NHL
0 - 0
00:00
MON Canadiens
Ultimo aggiornamento: 09.12.2018 23:30
Analisi
27.08.2018 - 16:440
Aggiornamento 06.09.2018 - 17:03

Taccuino spagnolo. Su vino e promozione del territorio sono avanti di 20 anni. E all'aeroporto di Zurigo la Svizzera non c'è

Tornato da una vacanza in Spagna, tra Galizia, Castiglia e Cantabria, ho fatto scalo all’aeroporto di Zurigo. E...

Tornato da una vacanza in Spagna, tra Galizia, Castiglia e Cantabria, ho fatto scalo all’aeroporto di Zurigo. In attesa della coincidenza mi sono infilato in una delle due lounge “popolari” (non business, per intenderci), quelle legate a diverse compagnie di volo. E sono rimasto allibito, ma anche profondamente deluso, nel constatare come la Svizzera sia ancora lontana dal concetto della promozione dei propri prodotti.

 

Visto che siamo una nazione che produce ottimi vini, dal Ticino al Vallese, fino ai Grigioni, mi limito a parlare del vino proposto ai passeggeri in sosta: due etichette di rosso italiano (Primitivo pugliese), un vino spagnolo della regione del Rioja e un improponibile Bordeaux dell’annata 2017 (mancava solo il primeur 2018!). Stesso discorso per i bianchi: un Verdejo spagnolo, un Pinot grigio delle Venezie (che più generico di così si muore), e uno Chardonnay californiano. Per non dire delle bollicine: Prosecco e null’altro (vedi foto).

 

Ora, è chiaro che nelle lounge degli aeroporti vino e cibo (stendo un velo pietoso su quest’ultimo) è gratis e a volontà e che compagnie e stazioni puntano al risparmio… Quindi, alla fine, non ti resta che andare a mangiare qualcosa nel lussuoso baretto di Sprüngli (52 franchi per un piattino di salmone affumicato, due calici di bianco non meglio identificato e due vaschette di gelato, buono ma confezionato!).

 

Un aeroporto come quello di Zurigo, dove transitano ogni giorno migliaia di persone dirette o provenienti dal mondo intero, dovrebbe essere un punto fondamentale (la più grande vetrina dell’intera Svizzera) di promozione del territorio, delle sue bellezze, delle sue eccellenze, come si usa dire… Invece no.

 

Così, reduce dal viaggio in Spagna mi sono ancora una volta reso conto che siamo indietro vent’anni rispetto a Paesi che consideriamo economicamente di serie B. Perché da noi l’unico prodotto gastronomico promosso rimane il cioccolato… Tutto il resto (formaggi, salumi e vino) non esiste.

 

Altro che serie B! In Spagna, nelle regioni vinicole ma non solo, il loro vino te lo mettono sotto il naso ovunque, nei bar, nei ristoranti, nei negozi… E negli aeroporti! Lo stesso discorso vale per i prodotti di salumeria, jamon iberico o serrano che sia, in tutte le sue varianti.

 

Certo, anche in Spagna ci sono, come in tutto il mondo, vini “da lavandino” e vini di media e di alta qualità. Ma è la cultura del territorio, la cura, la passione, l’orgoglio, la convinzione e l’amore con i quali i prodotti vengono proposti e promossi che fanno la differenza.

 

In piena campagna, lungo il corso del fiume Duero, non lontano da Valladolid, puoi trovare tra i vigneti una cantina di grande qualità (la Pago de Carrovejas) che ospita un ristorante che da noi ce lo sogniamo (l’Ambivium), come ci sogniamo la gentilezza e l’accoglienza che riservano agli ospiti. Per non dire dell’architettura e dell’arredamento del locale, che sono da rimanere a bocca aperta (vedi foto).

Ti accolgono con un aperitivo di benvenuto accompagnato da un assaggio di tre oli d’oliva di diverse regioni, e ti propongono un menu di 5 portate con piatti della tradizione spagnola cucinati e presentati con classe da ristorante stellato, accompagnati da altrettanti vini di loro produzione. Poi ti portano il conto: 68 euro a testa. No, non si sono sbagliati…

 

Lasciamo perdere il prezzo, perché poi entriamo nel solito discorso del costo della vita, eccetera. È il concetto che conta. L’organizzazione, la convinzione, la volontà, la capacità… In una parola, la cultura del territorio.

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