"I pesci grossi che hanno privilegi, mettono i bastoni tra le ruote agli esecutivi, lavorano poco o trattano male i loro subalterni, trovano sempre protezione"

LUGANO - Il tema lanciato dal consigliere comunale e presidente del PS di Lugano, nonchè candidato al Gran Consiglio, Raoul Ghisletta tiene banco: i super funzionari degli enti pubblici e parapubblici sono troppo pagati e troppo protetti anche se non fanno bene il loro lavoro? Ghisletta ha toccato anche la situazione di Lugano, suscitando la replica del presidente della Commissione del personale, e deputato in Gran Consiglio, Fabio Schnellmann (leggi i correlati). Oggi c'è la duplica di Ghisletta. Eccola.
di Raoul Ghisletta *
Fabio Schnellmann, presidente della Commissione del personale di Lugano e granconsigliere in corsa per la rielezione, è preoccupato per l’onore degli alti funzionari della Città e dirigenti parapubblici e mi chiede di fare dei nomi, per non assomigliare al Mattino. Basta leggere la mia recente interpellanza sugli aumenti di carriera salariale che si sono decisi i dirigenti delle Aziende industriali di Lugano, basta interessarsi su chi beneficia dei posteggi gratuiti a Lugano, basta chiedere a qualche municipale chi sono i funzionari dirigenti che mettono i bastoni tra le ruote sui cambiamenti da adottare nell’amministrazione e basta informarsi su certe recenti assunzioni.
Io mi preoccupo soprattutto per i funzionari normali e penso dovrebbe farlo anche Fabio. Per esempio quando nella seduta dello scorso 23 marzo del Gran Consiglio, Liberali (senza R), PPD e Lega hanno approvato il peggioramento della legge cantonale relativa ai licenziamenti. Solamente i socialisti hanno fatto un rapporto di minoranza contrario e chiesto un rinvio al Governo per approfondire la questione con i sindacati. La nuova normativa cantonale indica che un impiegato, un poliziotto, un operaio o un docente del Cantone (e vale anche per un docente comunale), potrà essere licenziato (di regola nei termini di 3 mesi) in base “qualsiasi circostanza oggettiva o soggettiva” documentata dall’autorità di nomina. Si ritorna nel vago più assoluto relativamente ai motivi della disdetta ordinaria e, come costato da anni nel mio lavoro di sostegno a tanti dipendenti di tutti i colori politici, alla fine vengono licenziati (e rovinati) unicamente i pesci piccoli e sprovveduti.
I pesci grossi che hanno privilegi, che mettono i bastoni tra le ruote agli esecutivi, che lavorano poco o che trattano male i loro subalterni, trovano sempre una protezione o un posteggio dorato grazie ai loro santi in paradiso. Gli uffici del personale e gli esecutivi sono spesso forti con i deboli e deboli con i forti, mentre la logica e la remunerazione salariale dovrebbero imporre un trattamento opposto in caso di inadempienze. Che Dio ci guardi e scampi poi dall’introdurre salari meritocratici o bonus come dicono certi consiglieri comunali o candidati al Gran Consiglio: pioverebbe sempre e sicuramente sul bagnato!
Nel settore privato, per carità, le cose non vanno meglio, sia sul fronte della protezione dai licenziamenti (praticamente inesistente), sia su quello remunerativo. Mentre molti dipendenti subiscono riduzioni del salario netto, un manager come Sergio Ermotti ha ricevuto una remunerazione da UBS (banca salvata qualche anno fa dalla Confederazione!) pari a 11,2 milioni di franchi, che è in aumento di 0,5 milioni rispetto al 2013. Ed i presidenti nazionali PPD, liberale e UDC lo scorso 27 marzo si sono accordati per un nuovo programma economico liberista, che prevede il blocco delle spese della Confederazione a livello 2014, ciò che finiranno per pagare i dipendenti federali, la popolazione e le realtà sussidiate da Berna (anche in Ticino). Vi sembra normale tutto ciò? Io continuo a pensare di no e a dirlo.
* presidente PS Lugano