SECONDO ME
Iniziativa "Prima i nostri" sul mercato del lavoro, Piero Marchesi replica a Christian Vitta: "Nel contro progetto l'inganno c'è eccome. E vi spiego perché"
Il presidente dell'UDC: "C’è una bella differenza tra l'imposizione della preferenza indigena prevista da "Prima i Nostri" e l'auspicio previsto nel contro progetto. Con gli auspici i ticinesi non troveranno o non ritroveranno un lavoro"
di Piero Marchesi *

In una recente intervista rilasciata al Corriere del Ticino, il ministro Christian Vitta ha affermato che gli obiettivi dell'iniziativa "Prima i Nostri" e del relativo controprogetto sono condivisi. Ha ammesso che il problema della mancanza della preferenza indigena sul mercato del lavoro ticinese esiste, ma poi in buon politichese ha affermato che il controprogetto è migliore dell'iniziativa perché tiene conto delle evoluzioni a livello federale.

Quali evoluzioni saranno mai, visto che in due anni e mezzo il Consiglio Federale non è stato capace di trovare il modo di applicare l'articolo 121a della Costituzione? - Per intenderci l’iniziativa sull’immigrazione di massa accettata da popolo e Cantoni il 9 febbraio del 2014 -. Molte possibili e impossibili soluzioni sono sul tavolo e guarda caso anche la proposta definita "Bottom up" che ha formulato il Governo ticinese.

Nel controprogetto, secondo Vitta, non ci sarebbero inganni. Certo, ma se Vitta avesse veramente a cuore il principio della preferenza indigena, come l'abbiamo noi e gli 11'000 cittadini che hanno firmato l'iniziativa “Prima i nostri”, non sosterrebbe questa soluzione, che così come formulata nel controprogetto da lui difeso (e probabilmente anche scritto) non verrà applicata.

"Prima i nostri" non piace ai partiti di centro e di sinistra perché è fin troppo chiara e fornisce delle chiare risposte ai cittadini ticinesi che sono senza lavoro, sostituiti da manodopera frontaliera per puri scopi speculativi. È ora di tornare ad avere, a parità di curriculum, un obbligo da parte del datore di lavoro di assumere lavoratori residenti in Ticino.

C’è una bella differenza tra l'imposizione della preferenza indigena prevista da "Prima i Nostri" e l'auspicio previsto nel controprogetto. Con gli auspici i ticinesi non troveranno o non ritroveranno un posto di lavoro. L'inganno, caro Vitta, nel controprogetto c'è, eccome!

* presidente UDC Ticino

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