Più importante lo spazio dato a una giornalista cubano-americana, tale Achy Orejas che scrive sul “New York Times”: non è un articolo di informazione, è un componimento scolastico personale un po’ strappalacrime, quel tanto che basta per piacere al buonismo dilagante. La quintessenza della faziosità è invece il testo scritto dalla tristemente famosa Angela Nocioni. Acerrima nemica di Cuba e del Venezuela, tale giornalista ha un odio viscerale, espresso ovunque senza contegno, per tutto quello che non è succube ai diktat dello Zio Sam. Si parla di lutto “obbligatorio”, di cittadini terrorizzati dalle spie, e i soliti cliché mai verificati che si usano normalmente per denigrare un paese sovrano – qualsiasi sia la sua ideologia – che ha semplicemente la “colpa” di dire No alle ingerenze atlantiche.