SECONDO ME
Andrea Gehri: "Gli imprenditori non sono biechi predatori seriali"
Il presidente della Camera di commercio: "Nelle settimane che hanno preceduto il voto sulla riforma fiscale abbiamo, purtroppo, assistito ad un’assurda campagna contro le imprese"
TiPress/Alessandro Crinari

di Andrea Gehri (opinione apparsa sul Corriere del Ticino) *

Nelle settimane che hanno preceduto il voto sulla riforma fiscale abbiamo, purtroppo, assistito anche ad un’assurda campagna contro le imprese e contro gli imprenditori accusati di essere degli sfruttatori e in malafede. Biechi predatori seriali che si appropriano di quella ricchezza la cui creazione non è solo merito loro. Il punto è proprio questo: chi crea la ricchezza? Ovvio, che l’imprenditore non è un mago capace di creare da solo e dal nulla la ricchezza. La crea attraverso la sua impresa, ossia un’attività economica organizzata - come recitano i manuali di economia - per la produzione o lo scambio di beni e servizi, realizzati attraverso l’impiego di diversi fattori produttivi: capitale, forza lavoro, materie prime e macchine. Forza lavoro che, ribadiamo, è a tutti i livelli il motore di ogni azienda.

È questa attività economica organizzata che nel libero mercato crea ricchezza e occupazione, non se ne abbia dubbi. Ma al centro di questa impresa, quando essa non appartiene allo Stato o non è riconducibile a formule cooperativistiche, solitamente c’è sempre un imprenditore che se ne assume il relativo rischio. Se non ci fosse questo imprenditore, non ci sarebbe l’impresa. Non ci sarebbero, dunque, neanche le maestranze occupate nella produzione, i dirigenti, gli impiegati amministrativi, i tecnici che studiano come migliorare i prodotti o svilupparne di nuovi, il personale che cura la manutenzione, la pulizia e la sicurezza degli stabilimenti, gli addetti alle vendite e tutta la catena dei fornitori. In poche parole, non avremmo imprese, produzione, impieghi e creazione di ricchezza.

Certo, non tutti gli imprenditori avranno le mani sporche di grasso e le ginocchia logorate dalla fatica, ma sulle loro spalle gravano tante responsabilità per poter mantenere solida l’azienda. L’imprenditore deve investire e innovare per salvaguardarne la competitività nel susseguirsi delle ricorrenti crisi ( basta pensare a cosa successo nel mondo negli ultimi quindici anni) e per adattarla all’inarrestabile e all’impetuoso progresso tecnologico. Deve, inoltre, tenere testa ad una concorrenza internazionale sempre più agguerrita, cercare nuovi mercati ed essere anche capace di cambiare velocemente il suo modello di business ricalibrandolo sui frequenti mutamenti congiunturali.

Per fare ciò ha bisogno di mezzi adeguati, oltre che rischiare del proprio. Le sue risorse sono costituite dal profitto che riesce a fare l’azienda e non sempre vi riesce. Sotto la pressione ideologica e verbale di una sinistra radicaleggiante, in Ticino profitto è diventata, però, una brutta parola: è sinonimo di furto, di appropriazione indebita di valore sottratto alla forza lavoro. In realtà, esso dimostra in primo luogo che l’impresa è sana, che chi la gestisce fa un uso efficiente dei vari fattori produttivi, ma, soprattutto, è il profitto che assicura le risorse necessarie per investire e accrescere la capacità concorrenziale dell’impresa, per produrre a prezzi vantaggiosi quei beni e servizi che i consumatori richiedono, preservando i posti di lavoro e creandone anche di nuovi. Se non c’è profitto non si può continuare a produrre quella ricchezza di cui abbiamo bisogno.

A facili detrattori dell’impresa e degli imprenditori va ricordato che questa ricchezza non si misura solo in utili, fatturati e salari. Chi, grazie ai profitti, investe nella crescita dell’impresa innesca un circolo virtuoso che si riverbera su tutta la società: nuovi prodotti che soddisfano nuovi bisogni, più sviluppo produttivo e tecnologico, più lavoro qualificato, più «knowhow », più occupati e più redditi. Vantaggi di cui beneficia tutto il nostro sistema Paese e dove la maggior parte degli imprenditori lavorano zitti e buoni, nonostante la narrazione di taluni politici.

* presidente Camera di Commercio

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

OLTRE L'ECONOMIA

Andrea Gehri: "Ridistribuire la ricchezza, a suon di slogan è molto più facile che produrla”

OLTRE L'ECONOMIA

Andrea Gehri: "È ora di riformare". E cita Montanelli: “Lo Stato dà un posto. L’impresa dà un lavoro”

OLTRE L'ECONOMIA

Riforma fiscale, Andrea Gehri: “Vantaggi per i lavoratori, i pensionati e le imprese”

IL FEDERALISTA

Andrea Gehri: "Quando lo Stato cresce a dismisura ci si deve preoccupare"

OLTRE L'ECONOMIA

Andrea Gehri confermato alla presidenza della Camera di Commercio ticinese: "Imprenditori fondamentale per la società"

OLTRE L'ECONOMIA

Oliviero Pesenti: "La politica deve avere una visione. E in Ticino manca. Ci opporremo con tutte le forze ad altre tasse"

In Vetrina

BANCASTATO

Fabrizio Cieslakiewicz: "Vi spiego i motivi del nostro successo"

13 MARZO 2026
BANCASTATO

BancaStato, oltre 57 milioni al Cantone

13 MARZO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

OCST, “il Lavoro” cambia volto: nasce la rivista trimestrale

11 MARZO 2026
PANE E VINO

Mangialonga 2026: nuovo percorso, nuove tappe, stessa formula di successo

11 MARZO 2026
LETTURE

FestivaLLibro, successo a Muralto: oltre 2’500 presenze e 1’500 libri venduti

10 MARZO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Marzo al LAC: danza “timeless”, Bradbury e un weekend di elettronica in Teatrostudio

09 MARZO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Crans-Montana, il retroscena: tra Italia e Svizzera son volati gli stracci

26 FEBBRAIO 2026
POLITICA E POTERE

Alta tensione tra Italia e Svizzera. Tre domande a Norman Gobbi

28 FEBBRAIO 2026
ENIGMA

Trump attacca l'Iran e ammazza Khamenei. Ma può vincere?

01 MARZO 2026