SECONDO ME
Giudici di pace, Giovanna Viscardi: "Ecco perché mi candido"
“Dopo 20 anni dedicati alla politica cantonale e comunale e un trentennio alla giurisprudenza, è giunto il momento di seguire la mia vocazione iniziale: applicare il diritto in modo equo, indipendente e al servizio di tutti”  
TiPress / Francesca Agosta

di Giovanna Viscardi *

Col ritorno del sole e di un clima mite, nelle case degli abitanti dei quartieri di Lugano est è arrivata -insieme al materiale per le votazioni federali- la scheda per l’elezione del Giudice di pace.

Dopo 20 anni dedicati alla politica cantonale e comunale, e un trentennio alla giurisprudenza (tra studi universitari, master, pratica legale, alunnato giudiziario in Pretura e attività di avvocato) ho pensato che era giunto il momento di seguire quella che sin dall’inizio era la mia vocazione: un ruolo che mi permettesse di applicare il diritto in modo equo, indipendente e al servizio di tutti.

Sia durante l’attività politica, sia nell’esercizio della professione, ho sempre privilegiato la via dell’ascolto, della comprensione e del dialogo. Sono convinta che ogni persona meriti la giusta attenzione e che la risoluzione dei problemi passi imprescindibilmente dalla corretta considerazione di ogni aspetto: umano ancor prima che giuridico. Capire l’interlocutore e quali sono le sue preoccupazioni è fondamentale per riuscire a trovare la via più sensibile per stemperare i conflitti e raggiungere soluzioni condivise e condivisibili. E laddove non è possibile una mediazione, la fermezza giuridica di una decisione deve sempre tenere conto del sentimento di chi la riceve.

L’attività del Giudice di pace è quella che più si avvicina alla mia visione del diritto: mettere la sensibilità e l’esperienza professionale al servizio di una comunità e di un territorio nei quali sono cresciuta; aiutare ad appianare disaccordi o applicare la legge con la giusta delicatezza emotiva.

Il Giudice di pace è una figura chiave per garantire che tutti, anche chi ha meno risorse, possano avere accesso a una soluzione celere e giusta dei loro problemi legali. Storicamente era considerato un giudice popolare dinnanzi al quale si appariva senza avvocato per discutere apertamente tra cittadini. La nuova Procedura Civile unificata permette di essere rappresentati da un legale: sicché, oggi, è basilare che il Giudice sia pienamente a conoscenza del sistema giuridico. Motivo per cui il Cantone ha istituito dei corsi formativi per gli aspiranti Giudici di pace.

L’aumento della casistica e della sua complessità ha spinto il Consiglio di Stato a valutare la possibilità di professionalizzare la funzione del Giudice di pace, rinunciando fors’anche alla sua laicità in nome di indipendenza ed equità, che, secondo il Tribunale Federale sarebbero garantite unicamente se, grazie a conoscenze professionali e pratiche, il Giudice è in grado di formare il proprio convincimento in modo autonomo e libero da ogni contaminazione, e di applicare correttamente il diritto.

La caratteristica fondamentale deve rimanere quella di essere un’autorità scelta dalla collettività che vive nella regione, di essere parte di quel territorio, di conoscerlo, e di mantenere un approccio umano e sensibile alle problematiche dei singoli individui.

Se vorrete sostenere la mia candidatura come Giudice di pace mi permetterete di unire la mia esperienza di avvocato con la mia capacità di mediazione e di servizio alla comunità, offrendomi l'opportunità di dare un contributo positivo alle persone in difficoltà e di promuovere un sistema di giustizia che sia rapido, equo e accessibile.

Votare il giudice di pace è importante per assicurarsi che la giustizia resti vicina ai cittadini, sensibile, facilmente raggiungibile e puntuale nella risoluzione dei conflitti quotidiani.

 

* Già Granconsigliera e consigliera comunale a Lugano - PLR

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