SECONDO ME
Natale: la salvezza è donata al mondo!
Don Feliciani: “Nessuno, anche questa nostra società post-cristiana, può sottrarsi al suo incanto”

di Don Gianfranco Feliciani

Nella notte angosciosa del mondo splende la luce di Dio, quella luce di salvezza che è Gesù Cristo Signore e che raggiunge ogni uomo. È questo il Natale! Ed è per questo che nessuno, anche questa nostra società post-cristiana, può sottrarsi al suo incanto. Osserviamo la scena del mondo: forse mai come ai nostri giorni essa testimonia la miseria dell’uomo, il suo inguaribile egoismo, la sua spaventosa crudeltà. Tutti avvertiamo il bisogno di una salvezza che da soli siamo incapaci di costruire. Il filosofo tedesco Martin Heidegger (1889-1976), considerato il maggior esponente dell’esistenzialismo e decisamente pessimista riguardo al futuro del mondo, sul finire della vita esclamava: “Solo un Dio ormai ci può salvare”.

A questo punto, come luce sfolgorante nella notte più buia, risuona l’annuncio cristiano: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Giovanni 1,14). Dio, che è infinito e irraggiungibile nel suo mistero, ha abbandonato il suo cielo di gloria ed è approdato fino a noi, su questo piccolo frammento di cosmo che è la terra degli uomini, per donarci la sua salvezza. Il piccolo e fragile Bambino del presepe è la liberazione e la gioia del mondo. E a quanti lo accolgono nell’umiltà della fede, dona il potere di diventare figli di Dio. Non siamo più schiavi, ma figli liberi di Dio. Questo è l’annuncio che la Chiesa predica da duemila anni al mondo intero.

Con questa fede, che è liberazione, l’uomo può procedere allora alle sue conquiste con mano sicura: al vero progresso tecnico e scientifico, alla lotta contro l’ingiustizia, alla costruzione di una città terrena degna dell’uomo. Il Natale di Gesù si fa umanesimo, si fa cultura, si fa civiltà fondata sull’amore! Infatti, la società ove penetra il fermento del Vangelo, vede a poco a poco elevarsi il suo livello morale e civile, e ciò che sembrava concernente solo i rapporti dell’uomo con Dio, la fede appunto, si rivela il più potente fattore di unione e di solidarietà fra gli uomini stessi. La fede che unisce l’uomo a Dio, unisce l’uomo all’uomo in un comune ideale di giustizia e di pace. Il Natale di Gesù è mistero di amore: l’amore che Gesù ci dona rende possibile l’amore fra gli uomini. È il binomio che gli angeli nella Notte Santa hanno cantato: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama” (Luca 2,14).

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