“Non è l’eccesso di regole a soffocare una società, ma il vuoto di controlli: quando mancano tutele e prescrizioni, la libertà diventa rischio e può trasformarsi in tragedia”

di Giuseppe Sergi *
dalla sua pagina Facebook
La lotta alla burocrazia dell’amministrazione pubblica, lo sappiamo, è uno dei tormentoni ricorrenti del pensiero politico dei principali partiti di governo e della destra estrema. Lo Stato viene presentato come un mostro soffocante: una burocrazia fatta di regolamenti, controlli, richieste e procedure che mortificano l’economia, lì pronta — ci viene detto — a svilupparsi e a creare un futuro radioso per tutti e tutte, se solo non fosse costretta a respirare a fatica sotto il peso delle norme.
Sono le stesse persone e le stesse forze politiche che oggi piangono e si dicono sconvolte per la strage di Crans Montana.
Eppure, ad asfissiare e uccidere quaranta giovani a Crans Montana non è stata un’eccessiva presenza dello Stato, bensì esattamente il contrario: la mancanza di controlli seri, l’assenza di misure di protezione adeguate, il mancato rispetto di prescrizioni e regolamenti. Proprio quegli strumenti che costituiscono il cuore del compito di un’amministrazione pubblica al servizio di un prezioso bene comune: tutelare la sicurezza, la salute — e, in ultima istanza, la vita — delle cittadine e dei cittadini.
Qui sta la contraddizione profonda: ciò che viene liquidato come “asfissia burocratica” è spesso ciò che separa una società che protegge i più vulnerabili da una in cui l’assenza di regole può diventare, letteralmente, mortale.
* Coordinatore MPS