SECONDO ME
Dadò: "Il nostro impegno contro abusi sessuali e molestie"
"Questo percorso di protezione chiede un passo ulteriore e, come Centro, lo compiamo attraverso la presentazione di tre iniziative specifiche, incentrate su tre pilastri..."

di Fiorenzo Dadò (editoriale dell'ultimo numero di Popolo e Libertà) *

“Il grado di civiltà di una società si misura da come protegge le persone più vulnerabili.”

È una frase famosa che tutti noi conosciamo, ma ogni volta che la pronunciamo ci obbliga a fermarci un momento, perché contiene una responsabilità precisa che riguarda tutti, nessuno escluso.

Per proteggere davvero le persone non basta dirlo: occorre agire, decidere e assumersi delle responsabilità.

In questi anni il Centro ha posto la lotta agli abusi sessuali tra le proprie priorità, affrontando il tema con tenacia attraverso proposte che hanno l’obiettivo di inasprire le pene per pedofili e stupratori, rafforzando nel contempo la prevenzione a tutela dei minori e di tutti coloro che sono esposti a potenziali forme di abuso o di violenza. Le proposte sono state diverse e qualificate: pensiamo, ad esempio, all’iniziativa sul braccialetto elettronico da applicare per prevenire la violenza domestica e i drammi familiari, oppure all’iniziativa cantonale per inasprire le pene ai pedofili.

Anche le mie spedizioni in alta quota in Asia, America e Himalaya — Khan Tengri nel 2016, Ama Dablam nel 2019, Cervino nel 2020 e Alpamayo in Perù nel 2022, in occasione dei 30 anni dell’ASPI — le ho simbolicamente dedicate alla tutela dell’infanzia e alla sensibilizzazione su un tema fissato nella Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo dell’ONU, Convenzione alla quale la Svizzera ha aderito e alla quale tutti, ancor più i rappresentanti delle istituzioni, dovrebbero attenersi e che dovrebbero difendere.

Negli anni, fortunatamente, abbiamo iniziato ad assistere a un aumento della consapevolezza a livello culturale sul tema degli abusi sessuali, del rispetto dell’infanzia e delle persone, delle donne in particolare.

Se pensiamo a certi atteggiamenti odiosi nei confronti delle donne, che in passato erano considerati scherzosi e normali sia negli uffici, sia per strada o dentro le mura domestiche, molti passi avanti sono stati compiuti. Oggi questi stessi gesti sono considerati inaccettabili e si configurano come molestie, anche se non tutti l’hanno ancora capito. Sono atteggiamenti che non si possono accettare, che vanno smascherati e condannati, indipendentemente da chi li commette.

Il tema degli abusi sessuali è molto serio e ha finalmente acquisito un posto importante anche nell’agenda politica.

Oggi ne parliamo senza veli, indipendentemente dall’ambito in cui questi ignobili reati hanno luogo. La nostra condanna è sempre stata slegata dai suoi autori e dai contesti in cui si manifestano. Le vittime vengono prima di ogni interesse di casta, di partito o di qualsiasi altra vicinanza. Sempre.

Si tratta di un percorso coerente e concreto del Centro, che nasce dalla convinzione che, se una persona vulnerabile resta senza protezione e qualcuno ne abusa in qualsiasi forma, il problema riguarda tutti noi.

Oggi sentiamo che questo percorso di protezione chiede un passo ulteriore e, come Centro, lo compiamo attraverso la presentazione di tre iniziative specifiche, incentrate su tre pilastri: la prevenzione, l’obbligo di segnalazione e la gestione giudiziaria dei reati a sfondo sessuale e contro l’integrità fisica.
 
* presidente Il Centro

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