SECONDO ME
Tuto Rossi dichiara guerra all'incetta di schede elettorali
"Il caso Zali non è un incidente. È il sintomo di un sistema che non funziona — e il prossimo scandalo è già in coda"

di Tuto Rossi *

Ho depositato oggi presso la Segreteria del Gran Consiglio un'iniziativa parlamentare elaborata, una mozione e un'interpellanza giuridicamente ineccepibili e subito applicabili. Sono atti parlamentari destinati a far cessare una delle pratiche più tollerate e meno confessabili della politica ticinese: la raccolta sistematica delle schede di voto.

Il caso Zali non è il primo scandalo che colpisce le istituzioni ticinesi e non sarà nemmeno l'ultimo. Prima c'erano stati il caso Baudino, il caso Hospita, la vicenda dei tre giudici su cinque rimossi dal Tribunale penale cantonale. Ogni volta la stessa sceneggiatura: lo stupore, l'indignazione di quindici giorni, la promessa che «non accadrà più». E ogni volta accade di nuovo.

Perché queste crisi ricorrenti sono la conseguenza, non la causa, del malfunzionamento del nostro sistema di governo. Un sistema fondato sul clientelismo, nel quale il potere reale è esercitato non dai Consiglieri di Stato ma da funzionari che devono la propria posizione al partito che ce li ha piazzati. Chi risponde al partito e non ai cittadini che dovrebbe servire, alla lunga fa quello che vuole. È così che si crea l'humus di ogni scandalo, molto prima che scoppi.

Il Ticino deve crescere e mettersi all'altezza degli altri Cantoni della Confederazione. Cominciamo dalle storture concrete. Oggi il materiale di voto resta nelle case per tre o quattro settimane: un tempo lunghissimo, durante il quale troppi galoppini continuano a bussare alle porte, a «dare una mano» a compilare e a raccogliere schede. Pratiche al limite della legalità che tutti e che, al limite, potrebbero falsare l'elezione di questo o quel candidato.

I miei tre atti propongono una soluzione semplice: le spiegazioni sulle candidature continuano ad arrivare con tre-quattro settimane di anticipo, ma la scheda elettorale arriva soltanto una settimana prima del voto. Chi vuole informarsi ha tutto il tempo. Chi vuole fare incetta di schede, molto meno. Restano invariati i termini federali e l'invio anticipato agli Svizzeri all'estero.

* deputato UDC

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