SINDACATO E SOCIETÀ
"Formazione continua, il quarto pilastro delle nostre vite"
"È un modo di stare nel mondo. Di attraversare il cambiamento senza subirlo. Di restare protagonisti delle proprie scelte"

di Giuseppe Rauseo *

e Tanja Belotti *

Viviamo in un tempo in cui le tecnologie evolvono rapidamente e l’intelligenza artificiale entra sempre più nelle nostre vite, nel lavoro e nelle decisioni quotidiane.

Eppure, in mezzo a tutto questo cambiamento, emerge una certezza semplice: ciò che sostiene davvero le persone è la possibilità di continuare a imparare.

In Svizzera siamo abituati a pensare alla sicurezza attraverso tre pilastri che accompagnano le nostre vite e rappresentano un equilibrio tra responsabilità individuale e solidarietà collettiva.

Il primo pilastro garantisce il minimo vitale.

Il secondo si costruisce lungo il percorso professionale e consente di mantenere il proprio tenore di vita.

Il terzo nasce da una scelta personale: uno spazio di pianificazione, responsabilità e progettualità.

Sono pilastri solidi, concreti. E funzionano.

Ma accanto a queste forme di sicurezza ne esiste un’altra, meno visibile ma altrettanto determinante. Una sicurezza che non si accumula, ma si costruisce nel tempo. Che non si misura soltanto in risorse, bensì nelle possibilità che offre.

È la capacità di affrontare il cambiamento, di adattarsi, di rimettersi in gioco. È la possibilità di continuare a imparare lungo tutto l’arco della vita. È qui che entra in gioco la formazione continua.

La ritroviamo ogni giorno nelle storie delle persone: in chi cerca nuove opportunità, in chi deve ricollocarsi, in chi desidera crescere, migliorarsi, evolvere.

La formazione continua non significa soltanto acquisire nuove competenze. È prevenzione sociale. È uno spazio in cui ritrovare fiducia, orientarsi e ripartire. È, soprattutto, un investimento.

Un investimento personale, perché rafforza competenze, autonomia e sicurezza. Un investimento per le aziende, che possono contare su persone più preparate, consapevoli e capaci di affrontare la complessità. E un investimento per l’intera società, che diventa più inclusiva, resiliente e pronta ad affrontare le trasformazioni.

Ma c’è anche qualcosa di ancora più profondo.

Investire nella formazione continua significa scegliere di non lasciare sole le persone nei passaggi più difficili. Significa offrire strumenti a chi affronta una perdita, una transizione o un cambiamento, imposto o desiderato. Significa creare opportunità concrete per ripartire, senza giudizio e con dignità.

Oggi, mentre il mondo accelera, questa consapevolezza è ancora più importante. Ciò che ci renderà davvero solidi non sarà soltanto la capacità di utilizzare nuovi strumenti, ma quella di comprenderli, adattarci e restare curiosi. Sarà il coraggio di rimettersi in gioco. La disponibilità a continuare a imparare.

Perché imparare non è soltanto un processo cognitivo: è un atto profondamente umano. Significa rileggere la propria storia, dare un nuovo significato alle proprie competenze e immaginare nuove possibilità.

Vale per chi cerca lavoro, per chi desidera migliorare la propria posizione, per chi attraversa un momento di cambiamento. Ma vale anche per le organizzazioni e per i territori.

Perché investire nella formazione continua significa investire nelle persone. E investire nelle persone significa costruire comunità più forti, inclusive e resilienti. Significa rafforzare i legami sociali, contrastare l’esclusione e valorizzare talenti che rischierebbero di restare invisibili. Significa riconoscere che ciascuno deve poter avere più di una possibilità.

In un’epoca in cui molte attività possono essere automatizzate, ciò che resta profondamente umano è la capacità di apprendere, trasformarsi e dare senso alle proprie esperienze. È questo che rende la formazione continua così centrale: non soltanto una risposta tecnica, ma una risposta culturale.

È un modo di stare nel mondo. Di attraversare il cambiamento senza subirlo. Di restare protagonisti delle proprie scelte.

Perché, in fondo, il vero valore della formazione continua è proprio questo: non promette certezze, ma offre gli strumenti per affrontare l’incertezza.

E, in un mondo che cambia, forse è proprio questa la forma di sicurezza più concreta.

Il quarto pilastro.

* Direttore CFP-OCST

* Coordinatrice delle attività formative

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