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Le misure urgenti nel diritto d'asilo sono inutili e pericolose. A sostenerlo sono gli ambienti che hanno lanciato il referendum. Per loro, la revisione della legge in votazione il 9 giugno è frutto di una costante isteria e di una sistematica sfiducia nei richiedenti.
Le organizzazioni che combattono questo inasprimento del diritto d'asilo si rallegrano per il sostegno degli ambienti vicini alle Chiese e soprattutto delle donne PPD. Il fatto che il PS non fosse rappresentato oggi davanti ai media a Berna è "fortuito", ha dichiarato Moreno Casasola di Solidarietà senza frontiere. Il partito si era dapprima opposto al lancio del referendum, per unirsi poi al comitato in favore del "no".
Il comitato ha respinto il rimprovero secondo cui era tatticamente sbagliato organizzare una votazione popolare su questo "pacchetto" di riforme, visto che seguiranno altre revisioni del diritto d'asilo. Il vicepresidente dei Verdi Josef Lang ha sottolineato che "la peggior tattica è di non opporsi".
I fautori del referendum hanno aspramente criticato tutti i provvedimenti contenuti nella revisione urgente del diritto d'asilo, in vigore da settembre. Si tratta in particolare della soppressione della possibilità di depositare domande d'asilo presso le ambasciate, dell'abolizione della diserzione quale motivo d'asilo, della riduzione dei termini di ricorso e dell'istituzione di centri per l'accoglienza di richiedenti recalcitranti.