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Le spose che decidono di mantenere il proprio cognome da nubile sono una piccola minoranza in Svizzera. Nonostante dal gennaio 2013 questa scelta sia possibile, le donne che si sposano non sembrano essere entusiaste di questo nuovo diritto. La pressione sociale resta infatti forte e il modello tradizionale rimane ancora quello più adottato.
Secondo Jean-François Ferrario, responsabile dello stato civile del canton Vaud, la nuova legge - che partiva dalla volontà di uguaglianza tra uomo e donna - è chiaramente un fallimento.
Nicole Langenegger Roux, direttrice del segretariato vallesano di uguaglianza e famiglia, rifiuta questo disfattismo. Secondo lei, le leggi esistono per impedire le disuguaglianze, non possono imporre un modello ma contribuiscono a cambiare la società, che però ha bisogno di tempo per adattarsi.
Tuttavia per adesso, i modelli tradizionali, le abitudini o la pressione sociale - maggiore nei piccoli centri rispetto alle grandi città - rendono questa novità meno convincente per la maggior parte delle donne. Alcune di loro dichiarano di sentirsi a disagio nei confronti della famiglia e dell'opinione pubblica o addirittura ingiuste verso i mariti o i figli. Infatti, secondo il nuovo diritto, se gli sposi mantengono entrambi il loro cognome, devono poi decidere quale dei due porteranno i loro bambini.
Ci sono poi altre ragioni che le donne che vogliono separarsi dal proprio cognome invocano, come alcuni aspetti pratici o l'unità della famiglia, simbolizzata dall'uniformità del cognome.