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Kamikaze e bombe al Cairo, morti e feriti
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Kamikaze e bombe al Cairo, con almeno 5 morti e un'ottantina di feriti in tutto, alla vigilia del terzo anniversario della rivolta anti-Mubarak.

Una prima violenta esplosione, ha scosso stamani il centro del Cairo: per la prima volta nella storia recente in Egitto, un kamikaze a bordo di un'auto imbottita di esplosivo, secondo le prime informazioni, ha fatto strage nel quartier generale della polizia della capitale egiziana.

Il bilancio, provvisorio, è di 4 morti e oltre 70 feriti, molti in gravi condizioni.

Poco dopo, un ordigno è esploso nel quartiere di Dokki, nei pressi di una stazione della metropolitana, uccidendo almeno una persona, 8 i feriti. Anche in questo caso l'obiettivo dell'attacco erano gli agenti. Passa ancora qualche minuto e uno Ied è deflagrato nei pressi di un commissariato di Giza, la megalopoli che abbraccia parte della capitale, lungo la strada che porta alle Piramidi, senza causare vittime.

Infine, un dimostrante pro-Morsi è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Damietta (Delta del Nilo) dopo l'intervento delle forze dell'ordine per disperdere una manifestazione. Lo riferiscono fonti della sicurezza.

Il gruppo jihadista Ansar Bait al Makdis (Ansar Gerusalemme), responsabile di più attentati in Egitto, ed in particolare nel Sinai, ha rivendicato via Twitter il primo attacco: "Questo attentato è diretto contro le forze di sicurezza, infedeli e sanguinarie", si legge nel testo di rivendicazione. Il gruppo afferma che "proseguirà la jihad" e che "Allah accoglierà in paradiso il martire che ha effettuato l'operazione".

Impressionanti gli effetti dell'esplosione, che ha letteralmente sventrato la sede delle forze di sicurezza, al cui interno si trovava anche il capo della struttura, rimasto illeso. E sono ingenti i danni al museo di arte islamica che sorge nei pressi, con manoscritti distrutti e reperti danneggiati.

Centinaia di persone si sono radunate nel piazzale antistante, "Sisi salvi il Paese, si candidi alle presidenziali, uccida i Fratelli musulmani", è uno degli slogan intonati, mentre molti inneggiavano al generale, vicepremier e ministro della Difesa.

L'allerta è massima, in vista delle manifestazioni indette dai pro-Morsi e del terzo anniversario della rivolta anti-Mubarak, che ricorre domani: le misure di sicurezza sono state massicciamente rafforzate all'aeroporto internazionale e in tutti i siti strategici, comprese le ambasciate britannica e statunitense - cheha diramato un alert ai cittadini Usa già ieri evocando il rischio di scontri e possibili attentati al Cairo.

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