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La Fed va avanti e riduce gli aiuti all'economia nonostante le recenti tensioni di mercato. La banca centrale americana taglia di ulteriori 10 miliardi di dollari gli stimoli mensili, che dal 1 febbraio saranno pari a 65 miliardi di dollari al mese rispetto ai 75 miliardi di dollari attuali. Il nuovo taglio rappresenta l'ultimo atto di Ben Bernanke alla guida della Fed: dal 1 febbraio Janet Yellen prenderà le redini della banca, mettendo fine all'era Bernanke, l'esperto della Grande Depressione che, con le politiche non convenzionali decise, ha consentito agli Stati Uniti il ripetersi di un nuovo 1929.
La riduzione degli acquisti di asset riflette l'accelerazione della ripresa negli ultimi trimestri e i miglioramenti sul mercato del lavoro. "Il tasso di disoccupazione - afferma la Fed - è calato ma la disoccupazione è ancora alta". Da qui l'impegno a mantenere i tassi di interesse bassi fino a che il tasso non sarà sceso saldamente sotto il 6,5%.
Il prossimo dato ufficiale sul mercato del lavoro sarà reso noto il 7 febbraio, mentre domani è atteso quello sul pil del quarto trimestre e del 2013. Uno dei rischi che al momento pesano sull'economia è l'inflazione: un tasso sotto il 2% in modo persistente "potrebbe porre rischi alla performance economica. La Fed sta monitorando gli sviluppi dell'inflazione da vicino".
"L'attività economica migliora, così come le condizioni di mercato" e alla luce di questo la Fed ha deciso di rallentare gli acquisti di asset a 65 miliardi di dollari al mese, di cui 35 miliardi di dollari di titoli del Tesoro e 30 miliardi di dollari di titoli legati ai mutui.
"La Fed monitorerà le informazioni sugli sviluppi economici e finanziari nei prossimi mesi e continuerà gli acquisti di asset e userà gli altri strumenti in modo appropriato fino a che le prospettive per il mercato del lavoro non saranno migliorate in modo sostanziale in un contesto di stabilità dei prezzi" mette in evidenza la Fed, precisando che se le informazioni ricevute confermeranno le attese della Fed, la banca centrale continuerà a ridurre gli acquisti con ulteriori "passi moderati. Gli acquisti di asset non sono comunque su una strada già definita e la velocità degli acquisti sarà in linea con le prospettive del mercato del lavoro e l'inflazione".
La stretta degli acquisti - assicura la Fed - non significa un aumento dei tassi, che resteranno a livelli eccezionalmente bassi fino a che il tasso di disoccupazione non sarà sceso saldamente sotto il 6,5%, soprattutto se l'inflazione si manterrà sotto il 2%. "Quando la Fed deciderà di rimuovere la politica monetaria accomodante, avrà un approccio bilanciato in linea con gli obietti della massima occupazione e di un inflazione al 2%".