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Dopo le critiche espresse alle procedure di consultazione abbreviate promosse dal Consiglio federale oppure ai mancati inviti per una presa di posizione, oggi il Consiglio degli Stati ha approvato all'unanimità una modifica della legge federale sulla procedura di consultazione con cui si intende mettere ordine in una materia delicata.
La revisione è stata voluta dal parlamento, piccato per alcune procedure di consultazione accelerate promosse dall'esecutivo. Quest'ultimo, in futuro, dovrà giustificare per iscritto l'urgenza qualora decida di accorciare il termine di consultazione. Il periodo per svolgere tale operazione dovrà essere di almeno tre mesi; il termine di scadenza va allungato per compensare eventuali giorni festivi o feriali.
La revisione legislativa elimina inoltre la procedura di consultazione in forma di conferenza; tuttavia, la classica procedura di consultazione potrà essere completata con una procedura verbale. In quest'ultimo caso, il risultato dovrà tuttavia essere disponibile sotto forma di rapporto.
Per evitare confusione, dovrebbe anche cadere la distinzione tra "procedura di consultazione" e "indagine conoscitiva". In futuro ci dovrebbero essere solo procedure di consultazione aperte dal Consiglio federale e altre lanciate da un dipartimento, in genere per dossier di portata limitata. In quest'ultimo caso vanno coinvolti solo gli ambienti direttamente interessati.
Solo in casi eccezionali si potrà rinunciare ad una procedura di consultazione; in questo caso la legge elenca dettagliatamente le eccezioni. Ha dato adito a discussioni se anche i trattati internazionali che non tollerano dilazione per la ratifica oppure non contengono elementi nuovi dovessero essere inclusi nell'elenco.
Peter Föhn (UDC/SZ) ha ricordato che si tratta di una questione politicamente scottante, specie alla luce della votazione del 9 febbraio. La maggioranza ha tuttavia preferito confermare il catalogo di eccezioni elaborato dal Consiglio federale. Il dossier va al Nazionale.