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Papa alle Guardie: dietro ogni uniforme c'è una persona
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La storia di ogni alabardiere della Guardia Svizzera si incrocia nel "movimento di storia e di storie personali" di cui Roma fa parte. Così, dietro ognuna delle celebri divise multicolori, quella uniforme che quest'anno compie cento anni, c'è "una persona concreta". Lo ha detto Papa Francesco, che oggi ha ricevuto in udienza il Corpo della Guardia Pontificia.

Il giuramento della Guardia si svolge domani, 6 maggio, in ricordo del sacco di Roma, quando, nel 1527, i predecessori della attuale Guardia Svizzera diedero la vita per difendere il Papa dai lanzichenecchi. Papa Bergoglio ha citato quell'"atto eroico dei vostri predecessori", constatando che comunque "il contesto sociale e ecclesiale è molto cambiato da allora".

"Prestare servizio nella Guardia Svizzera Pontificia - ha detto il Papa nella Sala Clementina - significa vivere una esperienza che vede incontrarsi il tempo e lo spazio in modo molto particolare: Roma - ha osservato il Pontefice - è ricca di innumerevoli monumenti e luoghi storici e artistici che manifestano la grandezza della sua cultura e della sua storia".

"Tuttavia, questa Città non è solo un grande museo, ma crocevia di turisti e pellegrini che provengono da tutto il mondo: persone di diverse lingue, tradizioni, religioni e culture giungono qui con motivazioni differenti".

"In questo movimento di storia e di storie personali - c'è anche ognuno di voi; con il vostro peculiare servizio voi siete chiamati a dare una serena e gioiosa testimonianza cristiana a quanti giungono in Vaticano per visitare la basilica di San Pietro e incontrare il Papa. Vivete intensamente le vostre giornate. Siate saldi nella vostra fede e generosi nella carità verso le persone che incontrate".

"L'uniforme che indossate - ha detto ancora il Pontefice - quest'anno compie cento anni; suoi colori e la sua foggia sono conosciuti in tutto il mondo: ricordano dedizione, serietà, sicurezza; identificano un servizio singolare e un passato glorioso. Tuttavia - ha aggiunto il Papa - dietro ogni uniforme c'è una persona concreta: con una famiglia e una terra di provenienza, con una personalità e una sensibilità, con dei desideri e dei progetti di vita".

La divisa "è un suggestivo tratto caratteristico", ma "non è l'uniforme, ma colui che la indossa - ha detto il Pontefice - a dover colpire gli altri per la gentilezza, lo spirito di accoglienza". Il Papa ha anche chiesto che i rapporti tra le guardie evitino "ogni distanza negativa che divide tra loro i compagni e che, nella vita di tutte le persone del mondo - ha detto - può generare disprezzo, emarginazione o razzismo".

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