CORONAVIRUS
Ad Arcisate mille persone in quarantena. La colpa? "È degli svizzeri e del loro atteggiamento blando e superficiale"
Critiche alle misure elvetiche dal Comune in provincia di Varese: "In Ticino poca sicurezza e protocolli non rispettati"

ARCISATE – La Lombardia sta vivendo un particolare difficile momento legato all'aumento repentino dei contagi da coronavirus. Il direttore sanitario dell’ospedale Valduce di Como Claudio Zanon lo ha detto chiaramente negli scorsi giorni: “Il triangolo Como-Varese-Monza sta vivendo quello che è successo in marzo a Bergamo. Il sistema sanitario è al collasso”.

Dichiarazioni che, in Ticino, sono state accolte con inquietudine in considerazione dei tanti lavoratori transfrontalieri che quotidianamente fanno la spola tra il Ticino e la vicina Lombardia per lavorare. Ma dall’altra parte del confine criticano le mosse delle autorità svizzere e ticinesi. È il caso di Arcisate, comune da poco più di diecimila abitanti e che registra due record particolari: quello del maggior numero di frontalieri attivi in Ticino e quello del maggior numero di quarantene negli ultimi giorni. In media, un decimo della popolazione (mille persone) è stata sottoposta a quarantena

Il Corriere della Sera riporta lo scetticismo del Comune in provincia di Varese sull’ atteggiamento “blando e superficiale nelle misure di sicurezza adottate nelle aziende, sui protocolli non rispettati. Insomma, una situazione che ha creato “portatori” di Covid”. Citando fonti note alla redazione, il quotidiano imputa insomma la colpa “agli svizzeri”, come si evince chiaramente dal titolo dell’articolo.

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