CORONAVIRUS
"Università accessibili solo per i vaccinati. Lezioni online per chi non si vaccina? Solamente per un paio di mesi"
Lo propone Antoine Flahault, direttore dell’istituto di Global Health all’Università di Ginevra. "La forma ibrida, con la possiblità di seguire anche online, non è molto praticabile". Boas Erez: "Per me non serve il passaporto vaccinale"

GINEVRA - Alle universtà svizzere potrebbero poter accedere solo studenti vaccinati. E si creerebbe probabilmente un problema difficilmente risolvibile di discriminazione. 

A proporlo è Antoine Flahault, direttore dell’istituto di Global Health all’Università di Ginevra, attraverso alcuni tweet. Con la NZZ ha spiegato che per chi non si vaccina non è praticabile effettuare tamponi ogni 48 ore. 

Una soluzione (ma già discriminatoria di fatto) sarebbe ammettere nelle aule chi è vaccinato e far seguire le lezioni online dagli altri. "Questa soluzione ibrida non mi convince. L’abbiamo già sperimentata nei mesi passati, ma ci siamo resi conto subito che non è molto praticabile. Né per l’insegnante che si trova in classe un assistente pedagogico per gestire la comunicazione online, né per gli studenti stessi. Basti pensare che questi nelle aule non dispongono di un microfono e che dunque le loro domande non sono udibili dagli studenti in rete".

Dunque? "Occorre fornire agli studenti non vaccinati il vaccino nelle prime due settimane di settembre e per due mesi fare in modo che possano seguire i corsi online". Ma poi, basta soluzione ibrida.

In Ticino al momento la situazione non parrebbe essere così drastica. Il CdT ha infatti interpellato il rettore dell'USI Boas Erez, che non sembra voler introdurre l'obbligo del passaporto vaccinale. "Personalmente non ne vedo l’utilità, nella misura in cui non sono contemplate dai piani di protezione". Fa notare come le aule siano comunque più piccole e non ci siano lezioni con 500 studenti. 

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