FEDERALI 2023
Casse malati, Amalia Mirante: “Soluzioni, non slogan”
“Oltre le varie ideologie che hanno perso di vista l’obiettivo, due principi devono guidarci: l’accesso alle cure per tutti e l’obbligo di assicurazione. Tra questi due paletti bisogna cercare soluzioni concrete e che non siano un salto nel buio”
TiPress

di Amalia Mirante *

L’argomento dei costi sanitari crescenti è un problema a più livelli che tocca almeno due aree cruciali. In primo luogo, abbiamo la questione dell’aumento dei premi assicurativi previsto per il prossimo anno. Qui, la Confederazione deve intervenire e negoziare con le casse malati. Se non ci sono margini per negoziare, il governo federale ha comunque il dovere di trovare risorse per evitare che l’intero onere ricada sui cittadini, come purtroppo succede da anni.

Questo non è un compito che i cantoni possono affrontare da soli. I cantoni ricchi possono aiutare i loro cittadini, ma gli altri non possono, e tra questi sicuramente c’è il Canton Ticino che già si trova tra i Cantoni più generosi in termini di sussidi, ma che ha le finanze pubbliche alle strette.

La seconda faccia del problema è più profonda: il costo della sanità sta aumentando senza freni. Qui, non ci sono scorciatoie ideologiche. Alcuni propongono un sistema assicurativo unico, pubblico e in funzione del reddito, mentre altri suggeriscono di eliminare del tutto l’obbligo assicurativo. Queste sono ideologie contrapposte che hanno perso di vista l’obiettivo: trovare soluzioni concrete. Due principi devono guidarci: l’accesso alle cure per tutti e l’obbligo di assicurazione. Tra questi due paletti bisogna cercare soluzioni pratiche, concrete e che non siano un salto nel buio.

Le proposte attuali, come la cassa malati unica, o i premi in base al reddito, sono spesso improntate più a ideologie che a dati concreti. Non c’è nessuna analisi e nessuno studio indipendente che può assicurare ai cittadini che queste “riforme” porteranno a una diminuzione dei premi. Senza analisi o studi indipendenti, è come andare a fare la spesa senza conoscere i prezzi. Inaccettabile. E infatti i cittadini hanno sempre rifiutato questo tipo di proposte.

E proprio perché bisogna essere aperti a tutte le soluzioni forse sarebbe più utile partire dalla riflessione su come sarà la Svizzera tra vent’anni. Viviamo più a lungo, il che significa maggiori cure, specialmente nelle fasi avanzate della vita. Ma l’invecchiamento non è una malattia, è il decorso della vita. Questo potrebbe aprire la porta a un tipo di assicurazione sociale specifica per l’invecchiamento, separata dall’assicurazione malattia tradizionale, il che permetterebbe di ridurre notevolmente i costi nell’ambito della malattia. E questo mentre anche l’Assicurazione Vecchiaia e Superstiti (AVS) necessita di un ripensamento strutturale. Questa è un’opzione che merita una valutazione seria, lontana da qualsiasi pregiudizio ideologico.

Se non mettiamo da parte le bandiere delle ideologie, non troveremo soluzioni ma slogan.


* Candidata al Consiglio Nazionale e al Consiglio degli Stati per Avanti 

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