CORONAVIRUS
Quadri: "Consiglio Federale, tra quarantene farlocche e assembramenti così non va bene"
Il leghista sottolinea i gruppi social esistenti per scambiarsi informazioni su come eludere l'isolamento per chi rientra da paesi a rischio e chiede che la Polizia, "invece di far cassetta con radar e multe da parcheggio", disperda gli assembramenti

di Lorenzo Quadri*

C’è davvero da restare basiti, per usare un eufemismo, davanti alle numerose cantonate prese dall’autorità politica nella gestione della crisi (sanitaria ed economica) provocata dal virus cinese.

Dalle frontiere chiuse troppo tardi e riaperte troppo presto passando per il penoso teatrino sulle mascherine (il Consiglio federale ed i suoi burocrati che si spacciano per “scienziati” (?) hanno cincischiato per mesi prima di renderle obbligatorie almeno sui mezzi pubblici, dimenticandosi però dei negozi) si è giunti all’ultima farsa: quella delle quarantene farlocche.

Ovvero, il Consiglio federale ha decretato l’obbligo di quarantena per chi è stato in vacanza in paesi ritenuti a rischio, e per questo iscritti nell’apposita lista, per poi affrettarsi ad affermare che non è possibile assicurarsi che tale obbligo venga effettivamente rispettato: quindi si conta sulla responsabilità individuale. Ed infatti una bella dimostrazione di “responsabilità individuale” è arrivata ben presto: in Svizzera interna (verosimilmente non solo lì) sono nati gruppi facebook di cittadini kosovari che si scambia(va)no consigli su come eludere la quarantena elvetica dopo essere stati in vacanza nel paese d’origine.

Non si ha notizia di sanzioni penali prese al proposito. Già, perché i vacanzieri a rischio sono sostanzialmente stranieri residenti in Svizzera che rientrano in patria per le ferie, e per nessun motivo al mondo vi rinuncerebbero.

Certo che se l’autorità federale si immagina di gestire la “seconda ondata” - che vede una grossa fetta dei nuovi contagi importati proprio dall’estero - tramite quarantene farlocche, c’è poco da stare allegri. È evidente che il Consiglio federale deve prendere i provvedimenti necessari affinché le quarantene vengano rispettate. E’ compito della “politica” pretendere precise garanzie al proposito.

Visto poi che l’altro principale cespite di contagi da covid sono gli assembramenti nel tempo libero, è forse il caso che le polizie (comunali e cantonale) invece di preoccuparsi di fare cassetta con i radar e le multe di parcheggio, si occupassero di disperdere gli assembramenti sanzionando chi contravviene alle disposizioni di sicurezza sanitaria.

Contenere i contagi è sicuramente possibile . Del resto non c’è altra scelta. Un secondo lockdown non ci può essere, perché altrimenti la Svizzera va in fallimento. Nel caso qualcuno magari avesse in programma di farsi, magari in autunno, ancora un paio di mesi a casa sul divano a guardare le serie su Netflix mentre lo Stato gli versa lo stipendio, sarà bene chiarire che ciò non accadrà.

*Consigliere Nazionale Lega

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