Dopo la requisitoria del procuratore generale la parola é passata a difensori e imputati che respingono le accuse di estorsione

LUGANO - Il primo difensore a prendere la parola è stato il patrocinatore del titolare della Concrete, l'avvocato Davide Corti, il quale ha chiesto la piena assoluzione del suo assistito dalle accuse di estorsione e falsità in documenti.
Corti, facendo riferimento al contratto collettivo dell'edilizia, ha sottolineato la possibilità di differire le modalità di pagamento. Come nel caso delle ore straordinarie - esaminate a fondo durante il dibattimento - per le quali è possibile procedere a un versamento posticipato (nel caso della Concrete c'era un problema di liquidità). Inoltre il difensore del 50enne ha respinto la tesi secondo la quale il denaro non versato sia stato ottenuto con la minaccia. Quindi nessuna estorsione.
L'avvocato Vanna Cereghetti, legale delL'uomo che avrebbe funto da caporale (più volte additato dagli altri due imputati come il responsabile dei reati contestati), ha chiesto una sensibile riduzione della pena in quanto non ci fu estorsione e non ci fu indebito profitto nella cifra contestata dall'accusa ovvero oltre 12'000 franchi.
Il difensore dell'amministratore della Concrete, Clarissa Indemini, ha chiesto infine l'assoluzione dal reato di falsità in documenti perché "ha agito in buona fede e senza trarre nessun beneficio da questa triste vicenda". L'ultima parola è quindi stata degli imputati.
ll 51enne, considerato il caporale, non ha parlato. L'amministratore invece ha detto: "Di solito chi delinque è perché ottiene un ricavo personale. Mi sto chiedendo ancora adesso quale sia stato il mio. Forse quello di essere seduto qui? Forse quello di veder pubblicato il mio nome su un settimanale? O forse quello di vedere i miei conti bloccati? Io sono innocente!".
Anche il 50enne titolare della Concrete ha parato. "Io arrivavo da una situazione spaventosa accaduta nel 2010: avevo perso i lavori e mi sono fatto 3 mesi di carcere per un fatto che non avevo commesso. Ne sono uscito solo grazie al lavoro certosino del mio avvocato. Se non ho parlato subito in questa storia è perchè ero terrorizzato che potesse accadermi ancora una volta una cosa del genere. Quando ho saputo dell'entità di questa spiacevole situazione al LAC ho dato la massima collaborazione. Io non ho mai preso soldi agli operai. Non lo farei mai. Sono operaio anche io".
La sentenza è attesa verso le 17 di domani.