La giudice Rosa Item ha condannato a 8 mesi il caporale e il titolare della Concrete per i casi di caporalato al LAC di Lugano

LUGANO - La campanella della presidente della Corte delle assise correzionali di Lugano Rosa Item è suonata puntuale alle 17. E la sentenza per il primo processo al caporalato celebrato in Ticino è di due condanne e un proscioglimento.
Il titolare della Concrete e il caporale sono stati condannati a 8 mesi di detenzione sospesi per due anni. Per loro il reato è di usura e non di estorsione come chiesto dall'accusa. Prosciolto invece l'amministratore che era accusato di falsità in documenti. Ridimensionato quindi l'atto d'accusa firmato dal procuratore generale John Noseda.
Rosa Item: "Avete dimostrato totale assenza di rispetto dei lavoratori"
Dure le parole della giudice Rosa Item rivolte agli imputati condannati, il caporale e il titolare dell'impresa subappaltatrice, durante la lettura delle motivazioni. "Lei - rivolgendosi al caporale - ha sfruttato la condizione di necessità di operai disoccupati per farsi riconoscere una commissione sui loro salari". La presidente della Corte ha quindi ricordato che gli importi trattenuti, pari a circa il 7% del salario orario, è usura.
"È stato solo grazie al tempestivo intervento del Ministero pubblico e della polizia che lei ha taglieggiato gli operai solo per due mesi ricavando 4'000 euro. Altrimenti questa cifra sarebbe stata superiore" ha detto Rosa Item sempre rivolta al caporale.
Non meno netto il giudizio sul titolare della Concrete SA, impresa ancora oggi attiva nel cantiere del LAC di Lugano. "Lei è correo in quanto sapeva della condizione di necessità degli operai. Non poteva non prendere in considerazione che la percentuale trattenuta sui salari dal caporale era eccessiva, così come era consapevole del modo in cui veniva trattenuta. Se lei non si fosse rivolto a un caporale non ci sarebbe stato il reato di usura" ha detto la presidente.
Poi rivolta a tutte e due i condannati Rosa Item ha aggiunto: "La vostra è una colpa grave sotto tutti i punti di vista. L'usura è un reato grave e odioso. È riprovevole che voi due abbiate sfruttato lo stato di necessità di altre persone per un vostro tornaconto personale. Avete denotato una totale assenza di rispetto nei confronti dei lavoratori".
L'altro imputato, l'amministratore della Concrete, è stato prosciolto dall'accusa di falsità in documenti - così come il caporale e il titolare della ditta. Per la corte l'amministratore non ha ricavato un indebito profitto ed era estraneo al fatto che i due stavano taglieggiando gli operai.
IC