La Comco apre un'inchiesta: aziende delle costruzioni stradali e del genio civile si sarebbero messe d'accordo per coordinare l'attribuzione di concorsi d'appalto

COIRA - Imprese operanti nei Grigioni nel settore delle costruzioni stradali e del genio civile si sarebbero messe d'accordo per coordinare l'attribuzione di concorsi d'appalto così come la ripartizione dei progetti di costruzione e dei clienti. Lo indica oggi una nota della Commissione della concorrenza (Comco), che ha aperto un'inchiesta su queste pratiche.
Stando alla nota, sono già state eseguite perquisizioni nelle sedi di queste società. L'indagine dovrà stabilire "se effettivamente esistono degli accordi illeciti contrari al diritto sui cartelli". Tra le società sotto indagine figura anche una succursale dell'azienda di costruzioni Implenia, a Zernez (GR), per presunti accordi illeciti siglati in Bassa Engadina.
Implenia sta cooperando con le autorità in modo da chiarire la propria situazione, ha indicato il gruppo tramite un comunicato odierno. L'impresa sottolinea di accordare grande importanza a una concorrenza libera e senza ostacoli.
Un caso simile a quello grigionese è il così detto scandalo di Asfaltopoli, che per anni ha tenuto banco in Ticino. Nel 2007 la Comco aveva accertato, grazie a un'indagine del Dipartimento del Territorio, l'esistenza di un accordo tra 17 imprese attive nella pavimentazione stradale. Intesa che secondo i "guardiani" della concorrenza violava la legge sui cartelli con danni alle autorità pubbliche e ai contribuenti.
L'inchiesta della Comco aveva appurato che tra il 1999 e il 2005, 17 delle 18 imprese di pavimentazione stradale attive in Ticino si ripartivano le commesse pubbliche e private. Le ditte in questione si riunivano settimanalmente per decidere dell'assegnazione delle commesse e discutere dei prezzi. Il caso si è chiuso soltanto poco tempo fa con un accordo tra il Cantone e la Città di Lugano da una parte e le ditte asfaltatrici, dall'altra. Le 17 aziende hanno versato al Cantone 4 milioni e 350.000 franchi e mezzo milione a Lugano. Gli enti pubblici, dal canto loro, hanno rinunciato a proseguire la battaglia legale.
ATS