CRONACA
Locarno: bambino di 11 anni rasato "come gli ebrei"
La sconvolgente punizione si sarebbe verificata dopo una gara di nuoto nella Città sul Verbano. Al centro della vicenda una società sportiva del vicentino. Sotto inchiesta i tre istruttori

LOCARNO/VICENZA – Se i fatti saranno confermati si tratta di un atto di rara violenza contro un bambino di 11 anni. Una punizione crudele ordinata dai suoi tre istruttori di nuoto ed eseguita dagli stessi compagni di squadra, sotto la loro supervisione. La vicenda sconvolgente e drammatica si sarebbe consumata tra un comune del vicentino e Locarno.

I fatti risalgono a Maggio. Al ragazzino dopo una gara disputata proprio nella città sul Verbano, sarebbero stati rasati i capelli “come agli ebrei” (così avrebbero specificato gli aguzzini) e sarebbe stata disegnata pure una croce in testa. Tutto per non essersi impegnato a sufficienza nella competizione.

Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, gli istruttori, che hanno un’altra versione dei fatti e negano la violenza, si sono difesi sostenendo che è abitudine rasare i capelli in occasione delle gare e che la croce rappresentava solo il simbolo della Svizzera. Nessun riferimento antisemita, hanno spiegato. I tre istruttori sono comunque indagati per "abuso di mezzi di correzione e disciplina".

I familiari del bambino hanno denunciato la presunta violenza alla procura di Vicenza che ha messo sotto indagine gli istruttori, nel frattempo sospesi dalla società di nuoto. “Lo abbiamo fatto immediatamente dopo aver raccolto la denuncia dei genitori del bambino - spiega il responsabile - per difendere i bambini e dare modo agli istruttori di spiegare le loro ragioni nelle sedi opportune”.

Gli allenatori verranno sentiti nei prossimi giorni, mentre sono già stati chiamati a testimoniare i tre nuotatori maggiorenni che hanno rasato l'11enne. Hanno dichiarato che il ragazzo era prima spaventato e timoroso, ma poi si é lasciato fare: "Abbiamo riso e scherzato e abbiamo scattato anche delle fotografie. Alla fine era contento", hanno detto.

La punizione - se punizione é stata - sarebbe stata minacciata, ma non attuata, anche nei confronti di un altro giovane nuotatore della squadra, i cui genitori hanno sporto a loro volta denuncia.

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