Il vicepresidente della casa da gioco di Lugano Hubertus Thonhauser replica duramente alle bordate del sindacalista. E dice: "Se il Casinò fosse privato avremmo ridotto le spese e aumentato le entrate"

LUGANO - La polemica a distanza continua, anche con toni duri, in margine al caso NYX. Dopo le bordate dell’ex vicepresidente del Casinò di Lugano Adriano Censi e del sindacalista Nando Ceruso contro l’attuale gestione della casa da gioco, e la dura replica del sindaco Giorgio Giudici, ci scrive una presa di posizione il vicepresidente del Casinò Hubertus Thonhauser, che risponde in modo diretto alla lettera inviataci settimana scorsa da Ceruso. Ecco le sue considerazioni che pubblichiamo integralmente.
“Con le sue dichiarazioni superficiali l'ex vicesegretario cantonale dell'OCST Nando Ceruso si squalifica e dimostra - non per la prima volta - di ignorare fatti e dati oggettivi solo per sostenere una polemica mirata a regolare qualche conto aperto con Casinò Lugano e il sottoscritto. Non voglio dargli più importanza di quanto meriti, ma lo ritengo un approccio non degno di una persona che in passato copriva un ruolo istituzionale importante a livello cantonale.
A dimostrazione della falsità delle dichiarazioni di Ceruso basta guardare il giudizio della Commissione federale delle case da gioco (CFCG) sulla gestione del Casinò di Lugano e controllare i dati ufficiali del settore.
1. La CFCG, l'organo di controllo federale delle case da gioco in Svizzera, nell’aprile 2012 attraverso il suo Direttore Jean-Marie Jordan ha dichiarato che "la Direzione di Casinò Lugano è irreprensibile e che si notava un netto miglioramento nella gestione del casinò da quanto è sotto la guida del sottoscritto. Le varie maxi-multe comminate dalla CFCG dal 2009 si riferivano a contravvenzioni legate al periodo precedente all'entrata di Casinos Austria nell’azionariato di Casinò Lugano (truffa, Caso Fun-Time), un periodo che Ceruso ritiene essere stato caratterizzato da una gestione migliore. No comment.
2. Ma anche per quanto riguarda l'andamento, i dati oggettivi dimostrano proprio il contrario di quanto dichiarato da Ceruso: tra il 2009 e meta 2012, Casinò Lugano ha migliorato la sua quota di mercato passando dal 22% al 25%, sempre rispetto alla concorrenza nel Sottoceneri (Mendrisio e Campione). Da considerare però che il mercato intero del Sottoceneri (ossia il prodotto lordo dei giochi consolidato di Campione, Lugano e Mendrisio) in questo periodo è calato del 42% per i motivi ormai conosciuti (calo dell’euro rispetto al franco, crisi finanziaria, nuova concorrenza di offerta giochi in Italia).
Ricordiamoci inoltre, che Casinò Lugano nel 2010, per la prima volta in assoluto, ha raggiunto il Casinò di Mendrisio in termini di prodotto lordo dei giochi (PLG), pareggiando una differenza che nel 2008, primo del cambio di gestione della casa da gioco Luganese, separava i due casinò ticinesi ancora di 22 milioni di franchi. Solo nel 2011 e 2012 Mendrisio poteva ristabilire la distanza di circa 5 milioni di franchi dopo l'introduzione di una serie di agevolazioni legali che hanno favorito le case da gioco con concessione B come Mendrisio rispetto a quelli con concessione A come Lugano (per esempio: aumento numero slot e jackpot per i Casinò di tipo B).
Detto questo bisogna comunque ammettere che se non ci fossero gli interessi pubblici nell'azionariato di Casinò Lugano, la riduzione delle spese operative (innanzitutto personale e sponsorizzazioni) potrebbe anche essere accelerato, inducendo un aumento della redditività e dell'utile della casa da gioco. Sotto questo aspetto, in un periodo di crisi del mercato una struttura privata come il Casinò Admiral a Mendrisio ha indubbiamente un grande vantaggio e molta più flessibilità rispetto ad una struttura para-pubblica come Casinò Lugano. La redditività inferiore alla concorrenza svizzera, quindi, riflette il bilanciamento di interessi imprenditoriali e politici che, rispetto alla concorrenza privata, da sempre ha caratterizzato la gestione di Casinò Lugano”.
Hubertus Thonhauser