Il CEO di UBS in un'intervista concessa al "SonnatgsBlick" assieme al presidente del Cda Axel Weber, ha criticato severamente gli avversari del nuovo corso intrapreso dalla banca

ZURIGO - Chi non è d'accordo con la nostra strategia se ne può andare. Non poteva essere più chiaro di così Sergio Ermotti, CEO di UBS, che, in un'intervista concessa al "SonnatgsBlick" assieme al presidente del Cda Axel Weber, ha criticato severamente gli avversari del nuovo corso intrapreso dalla banca.
Il ticinese ha anche criticato l'iniziativa Minder sulle retribuzioni abusive e sostenuto che la tassa di bollo è un balzello che ormai non si giustifica più. A fine ottobre, il numero uno elvetico del settore ha annunciato un ridimensionamento della banca d'investimento e la contemporanea soppressione di circa 10 mila impieghi. Un riorientamento che evidentemente è andato di traverso a molte persone.
Per Ermotti chi non è d'accordo con la nuova strategia deve tirare le conseguenze. In passato diverse persone hanno "disturbato" il processo di trasformazione della banca, ha detto al domenicale. Questi soggetti non "hanno avuto successo", ha spiegato Ermotti, sottolineando che adesso bisogna smetterla con simili atteggiamenti.
In merito alla multa da 1,4 miliardi di dollari negli Usa e in Gran Bretagna per la manipolazione del tasso Libor, il presidente del Cda Axel Weber ha dichiarato che la banca ha capito la lezione e rafforzerà i controlli interni.
Circa le minacce di cause civili e la possibilità che UBS sia chiamata a pagare altri risarcimenti, Ermotti è stato vago rifiutandosi di dire se la banca ha messo da parte del denaro, "anche perché non siamo i soli ad essere coinvolti". Il ticinese ha anche sottolineato che i vertici della banca erano all'oscuro di queste manipolazioni.
ATS