CRONACA
Preti e minigonne: "Don Corsi sbaglia. Ma certe ragazzine..."
In Italia divampa la polemica per le affermazioni del parroco di Lerici sulle donne e il femminicidio. Il prete insulta una giornalista: "Spero che faccia un incidente" (Guarda il video). Intervista a Don Gianfranco Feliciani

CHIASSO – È un caso che ha scosso l’opinione pubblica italiana. Il volantino che Don Piero Corsi, prete di San Terenzo di Lerici, ha pubblicato sulla bacheca della sua parrocchia. “Le donne e il femminicidio, facciamo sana autocritica. Quante volte provocano?”. Questo il titolo del messaggio di Don Corsi.  E quali sarebbero queste provocazioni? Dal cibo freddo a tavola fino all'abbandono dei figli, passando per gli abiti succinti. In mattinata era stata diffusa una lettera in cui si annunciava l'addio di Don Corsi all'abito talare con tante scuse a tutti. Una lettera totalmente falsa, come ha spiegato il prete smentendo la notizia. Ma Don Corsi si è reso protagonista di un altro episodio che sta facendo molto discutere. In rete circola a tambur battente il video con la registrazione in cui il parroco augura a una giornalista di "fare un incidente".

“Il ragionamento di Don Corsi è sbagliato e semplicistico. Non bisogna dimenticarsi che le donne sono le vittime. E la Chiesa prima di tutto deve stare dalla loro parte. Non è certo ritornando a un modello di cent’anni fa che si risolvono i problemi. E deve essere proprio la Chiesa a indicare la pista del domani, anziché imbrogliare le carte come accaduto in questo caso”. È la premessa di Don Gianfranco Feliciani a proposito del volantino di Don Corsi. Il parroco di Chiasso è stato protagonista qualche anno fa di una polemica in materia. Aveva puntato il dito contro l’abbigliamento delle studentesse delle scuole medie: troppo succinto, a suo dire.  

Una polemica che rifarebbe oggi?

“Sì, proprio perché c’è un crescendo di violenza nei confronti delle donne. E in parte è la conseguenza della mercificazione del corpo femminile proposta dalla pubblicità, dal cinema e dalla televisione. Non stupiamoci troppo se poi se questo modello sociale produce episodi di violenza. Una problematica urgente e veramente orribile”.

Restiamo alle ragazzine con la minigonna.

“Io credo che le giovani senza accorgersi, prestano il fianco a questa violenza dilagante. È chiaro che all’interno della scuola fanno il loro gioco di emancipazione e di conquista della libertà individuale. Ma in realtà sono vittime del sistema. E devono svegliarsi in nome di un’emancipazione e di una liberta davvero autentiche”.

Ma non è pericoloso questo collegamento? La libertà, anche attraverso la provocazione di abiti succinti, non dovrebbe produrre violenza.

“No, non dovrebbe. Ma un collegamento che ci piaccia o meno c’è. La libertà individuale va sempre coniugata con il rispetto degli altri. Provocare può essere un abuso. Ma non è colpa delle ragazzine, abbandonate alla moda che impera. Il problema è della famiglia che spesso è assente. E di una scuola troppo timida nell’affrontare la questione. Mi lasci dire ancora una cosa sulla libertà individuale: ce n’è un abuso sempre più largo che si traduce in gravi fenomeni sociali come la stalking, il mobbing e via discorrendo. La libertà va educata e protetta. Altrimenti…” 

Altrimenti?

“La tentazione di tanti sarà quella di voler tornare a 100 anni fa, con le donne chiuse in casa a cucinare. Sarebbe un tragico errore. I valori sono eterni ma il modo per esprimerli cambierà sempre. Ed è giusto che sia così”. 

Però mi lasci tornare al punto. Bisognerebbe cominciare a dire “no” a qualunque violenza, o giudizio morale, al di là delle provocazioni. Poi si può anche discutere di modelli sociali e di comportamenti. Ma prima bisogna fissare quella priorità per sgombrare il campo da equivoci, non crede?

“Io posso essere d’accordo con lei. Ma le propongo una fotografia cruda della realtà. Se una ragazzina va a scuola con una minigonna troppo corta, prima la corteggiano, poi le muoiono dietro e alla fine la chiamano puttana. Stessa situazione se una fanciulla va con tutti. E mi creda chi s trova in queste situazioni ne soffre molto. Queste ragazzine lo fanno con ingenuità e senza colpa. E a 15 anni essere ingenui è un diritto. Ma alla fine il senso comune della morale emerge e provoca le sofferenze che le dicevo prima. Vogliamo far finta di niente e girarci dall’altra parte? No, noi dobbiamo dare a queste ragazzine gli strumenti educativi per proteggersi e per costruire un senso critico che gli permetta di scegliere e di sbagliare nel perimetro di una libertà vera, e non dettata dalle mode del momento”.

 Cioè: vietiamo le minigonne a scuola?

“Guardi, non è un problema di stoffa ma di buon senso e di educazione. La settimana scorsa con la nostra parrocchia abbiamo incontrato Franco Lazzarotti, direttore delle scuole medie di Biasca. E lui ci ha detto che nella sua scuola con le minigonne non si entra. Ma il ragionamento non si limita a un divieto, viene fornita anche una spiegazione, in modo  che tutto assume un valore educativo positivo. Personalmente ritengo che con gli abiti non bisogna essere né troppo lassisti né troppi bacchettoni. Serve solo buon senso: se un abbigliamento è inadeguato a un contesto lo capiscono tutti. Ma questo deve servire come trampolino a una riflessione più profonda, quella sulla libertà individuale”.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

LETTURE

“La montagna incantata”: il Monte San Giorgio come non l’abbiamo mai letto

16 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
ABITARE

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026