A Canobbio il funerale del magistrato. I colleghi la salutano in una lettera

CANOBBIO - Famigliari, amici, colleghi magistrati e autorità politiche e giudiziarie oggi hanno parteciapto al funerale della procuratrice pubblica Manuela Minotti Perucchi, morta mercoledì a caua di una malattia incurabile. Le esequie sono state celebrate a Canobbio. Oggi sulle pagine de La Regione è stata pubblicata la lettera che i procuratori pubblici Antonio Perugini, Arturo Garzoni e Moreno Capella hanno voluto scrivere in memoria della collega. Ve la proponiamo integralmente.
"Stimata collega, Cara Manuela, il destino ha voluto che noi e altri colleghi potessimo conoscerti meglio solo in questi ultimi giorni del tuo tribolato calvario. È ciò che più ci rammarica profondamente e di cui non ci si può che pentire. Pur convivendo per anni sotto lo stesso “tetto” istituzionale, la disattenzione e la superficialità di cui tutti siamo maestri, ha lasciato che scoprissimo tutta la portata del patrimonio di valori etici, professionali e umani che lasci in eredità a noi, ai tuoi famigliari e al Paese, solo nel momento della tua più acuta sofferenza fisica che hai affrontato con un’eroica diligenza razionale, prerogativa esclusiva delle personalità forti, esemplari e carismatiche, spesso incomprese sul momento ma che però hanno il pregio di lasciare segni tangibili e duraturi".
"Il doveroso tributo che meriti senza riserve sul piano professionale, più delle nostre parole, è testimoniato dalle tante, laboriose, estenuanti, e complicate inchieste che hai condotto in porto con successo per rendere a vittime e ad imputati quel giusto tributo di giustizia. Solo la tua risoluta fermezza, intelligente caparbietà e limpidezza etica ti hanno consentito di reggere con perseveranza, quei fardelli istituzionali (non pochi!) e difficoltà d’indagine che l’attività quotidiana normalmente ci procura. Ma il valore del tuo operato è ancora più incommensurabile nell’averti vista operare al fronte della giustizia penale in tutti questi anni di sconvolgente diagnosi, senza un minimo cedimento, senza un accenno di sconforto, senza un sintomo di comprensibile demotivazione".
"I veri eroi non si qualificano solo per le grandi gesta che compiono ma soprattutto per rendere grandi i piccoli gesti della quotidianità. E tu l’hai fatto e lo hai dimostrato senza clamori e con garbata discrezione, fino all’ultimo istante di lucidità che ti è stato concesso e di cui siamo stati privilegiati testimoni, con i tuoi famigliari, volendo tu disporre telefonicamente, seppur nel letto d’ospedale, sulle ultime incombenze d’ufficio. Responsabilità, senso del dovere e dello Stato non comuni: merce ormai rara".
"Doti, valori e capacità che hai saputo e voluto trasmettere anche ai tuoi famigliari, in particolare ai tuoi figli verso i quali, con l’altrettanto esemplare tuo marito, hai avuto quella toccante e materna accortezza di prepararli, di seguirli e di accompagnarli affettuosamente al doloroso distacco terreno, dando loro modo di affrontarlo senza sacrificare un attimo della serenità e normalità di vita che hai saputo garantire loro fino allo stremo".
"Tu ci lasci un impegnativo patrimonio di serietà, di impegno, di perseveranza e di coraggio, difficilmente imitabili e riproponibili. Ai tuoi famigliari, ai tuoi genitori e ai tuoi parenti che altrettanto lodevolmente ti hanno seguito, accudito e sostenuto in questi anni di tribolazione, va tutto il nostro umano cordoglio e la nostra incondizionata solidarietà. A loro indirizziamo anche tutta la nostra profonda riconoscenza per i sacrifici patiti e per l’indefessa dedizione nel bisogno che hanno saputo dimostrare".
"Noi, tutti i colleghi Pp e il personale del Ministero pubblico, non possiamo che essere fieri di aver condiviso con te questo tratto di vita professionale e personale, consci della gravosa eredità che ci lasci nel cercare di rendere patrimonio nostro i tuoi insegnamenti. Un grazie dal profondo del cuore, a nome nostro e del Paese. Ciao Manuela, riposa in Pace".