CRONACA
Caccia grossa ai segnalatori di radar e di posti di blocco
Da inizio anno rendere pubblica la presenza di controlli di polizia è diventato formalmente illegale. E gli inquirenti stanno già interrogando alcuni autori di segnalazioni

CAMORINO – Addio segnalazioni radar. Diramare informazioni sulla presenza di posti di controllo della velocità o di posti di blocco, dall’inizio dell’anno è diventato formalmente illegale. La nuova Legge sulla circolazione vieta chiaramente la segnalazione pubblica di controlli di polizia con qualsiasi mezzo. E chi sgarra può essere perseguito penalmente e punito con una multa fino a 180 aliquote giornaliere.

Infatti, “Ticinoradar” ha disattivato a fine anno il suo account su twitter. Il testo legislativo non lascia spazio a interpretazioni: “chiunque segnala pubblicamente controlli ufficiali della circolazione stradale; offre a pagamento un servizio che segnala questi controlli; utilizza per segnalare controlli ufficiali della circolazione stradale apparecchi e dispositivi che per principio non sono destinati a tale scopo.

Il Corriere del Ticino dedica oggi un servizio al tema, molto sentito da alcuni automobilisti, con un’intervista al capitano Marco Guscio, responsabile della polizia del traffico.

“Stiamo monitorando eventuali altri fonti di segnalazioni illegali, basate sia sulle tecnologie web che tramite i sistemi di telecomunicazione cellulare – dice Guscio, precisando che sono n corso interrogatori di alcuni autori di segnalazioni che sono stati identificati -. Vorremmo tuttavia evidenziare che non si tratta di esclusive segnalazioni in merito ai controlli di velocità”.

Alla polizia, precisa il capitano, preoccupano maggiormente le segnalazioni di posti di controllo predisposti in seguito alle attività di prevenzione o presenza sul territorio, come per esempio la ricerca di autori di furti o rapine. “Gli autori della segnalazioni potrebbero evidentemente mettere in serio pericolo l'incolumità del personale di polizia o vanificare l'efficienza del posto di controllo”. E per chi pensasse alla scappatoia di facebook o di altri social network, attenzione: anche postando un’informazione agli “amici” si corre il rischio di un procedimento penale.

 

 

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

LETTURE

"Il Ticino delle meraviglie": con Jonas Marti alla scoperta di un Cantone che non conosciamo

29 OTTOBRE 2026
ABITARE

Gehri Rivestimenti al Cersaie 2026: le nuove frontiere della ceramica

29 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Grand Prix du Vin Suisse, trionfa il Merlot ticinese: cinque vini tra i sei finalisti

26 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Vini in Villa torna a Lugano: oltre 200 etichette da scoprire

22 OTTOBRE 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

LAC: dal teatro di Oscar Wilde alla fantascienza di Blade Runner

20 OTTOBRE 2026
LETTURE

Due voci della poesia ticinese: Morgantini e Allidi raccontano la vita

19 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

ANALISI

Antonio Perugini: Zali, Ermani, il Consiglio della Magistratura, il rapporto Galliani...

18 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Sergio Savoia: la condanna della violenza e "i devoti praticanti del però"

20 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Schira: "Il funerale del liberalismo? Il morto non si è presentato"

22 OTTOBRE 2026