CRONACA
"Priorità ai disoccupati ticinesi? Tecnicamente è possibile"
Il capo della Sezione del lavoro Sergio Montorfani commenta la via ginevrina contro la disoccupazione

BELLINZONA - Ginevra ha deciso di dare priorità ai disoccupati locali nell'assunzione di nuovi collaboratori in seno all'amministrazione pubblica e agli enti para statali. E in Ticino sarebbe possibile? "Tecnicamente è possibile" ci conferma il capo della Sezione del lavoro Sergio Montorfani che aggiunge: "I colleghi ginevrini hanno un pool di una decina di persone che si occupa di quel tipo di collocamento. In Ticino abbiamo un gruppo di consulenti presso i cinque Uffici regionali di collocamento che si occupano escusivamente di gestire il contatto con le aziende".

L'iniziativa promossa dall'Ufficio del lavoro di Ginevra, di cui ha riferito oggi La Regione, piace molto anche alla politica cantonale. Oltre a una mozione del deputato UDC Marco Chiesa, ancora pendente, oggi si è aggiunta quella dei Verdi che chiedono di seguire l'esempio romando. Il Consiglio di Stato e le istituzioni preposte ci stanno ragionando e forse a breve potrebbe giungere una risposta. 

Tuttavia se in Ticino tecnicamente l'esempio di Ginevra è percorribile bisogna ricordare un fattore importante che differenzia il nostro cantone da quello sule rive del Lemano. "A Ginevra l'attività statale è enorme" ricorda Montorfani che spiega: "Loro hanno un aeroporto pubblico, l'università molto grande e altre strutture pubbliche di dimensioni diverse dalle nostre". Insomma a Ginevra ci sono più dipendenti pubblici ed è relativamente più sempice avere posti vacanti. Nella nostra realtà i settori che potrebbero essere toccati sono soprattutto la scuola e il settore sanitario, ma per quest'ultimo spesso bisogna ricorrere a forntalieri "perché c'è molta richiesta e con i lavoratori residenti non si riesce a rispondere alle esigenze delle strutture sanitarie" ci dice Montorfani.

A Ginevra è stata fatta una scelta che favorisce i disoccupati locali rispetto ai frontalieri. Si tratta anche di una scelta politica. Ma rimanendo nel campo dei diritti, se il Ticino volesse seguire la stessa via si porrebbe un altro problema: quello della parità di trattamento. Perché creare una "corsia preferenziale" per i disoccupati nell'amministrazione pubblica vorrebbe dire non considerare coloro che sono disoccupati ma non sono iscritti presso gli Uffici di collocamento e coloro che vorrebbero candidarsi per un posto pubblico. 

 

ItaCa

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