Avviata una procedura di incasso nei confronti degli ex amministratori della società per le imposte alla fonte scoperte

BELLINZONA – La somma non è chiara: 63mila franchi a testa o in totale. E ci sono ancora dei dettagli di procedura da chiarire. Ma di sicuro l’Ufficio imposte alla fonte ha deciso di chiamare alla cassa “in solido” gli ex membri del Consiglio d’amministrazione del Bellinzona calcio per gli scoperti relativi ai giocatori stranieri sotto contratto con l’ACB.
Oltre al presidente, Gabriele Giulini, la procedura è stata avviata nei confronti di Hakan Yakin, Franco Luca, Pa dre Callisto Caldelari e Walter Caranzano. A loro toccherà trovare un accordo sulla quota che ognuno dovrà versare per regolare la pendenza.
La notizia, diffusa ieri sera dalla Rsi, è stata confermata da Padre Callisto che, insieme agli altri ex membri del CdA, ha chiesto spiegazioni sulla procedura. Il 22 aprile, giorno in cui il pretore Marco Ambrosini ha decretato il fallimento del club granata, l'Ufficio imposte alla fonte ha inoltrato ai membri del Consiglio d'ammi¬nistrazione una richiesta di pagamento: 63 mila franchi, per arretrati riguardanti il mese di dicembre 2012.
Stando ai destinatari delle fatture, la richiesta andrebbe formulata solo a società scomparsa o perlomeno ad emissione di un attestato di carenza beni. Inoltre, all'interno del Consiglio d'amministrazione vi erano responsabilità differenti, quindi le singole quote andrebbero calcolate sulla base di questo criterio.
Gli ex amministratori hanno scritto all'Ufficio imposte alla fonte chiedendo una revisione della procedura d'incasso avviata nei loro confronti. Secondo il Corriere del Ticino la somma globale chiesta agli ex membri del CdA ammonta a 63mila franchi e non a 400mila, che riguarda invece gli scoperti di imposta da dicembre ad oggi.