In moltissimi hanno preso parte alle esequie dell'ex municipale socialista scomparso lunedi. Monsignor Grampa commosso: "Grazie Giovanni per la tua amicizia"

LUGANO - Una folla commossa si è radunata in questo torrido pomeriggio di agosto per dare l'ultimo saluto a Giovanni Cansani, scomparso improvvisamente lunedì all'età di 70 anni a causa di un infarto.
Le esequie sono cominciate intorno alle 14.30 nella Chiesa del Cristo Risorto, nei pressi del cimitero. Ad accompagnare la salma di Cansani i vessilli della Città, del Football club Lugano, nelle cui file giovanili Cansani ha militato e di cui era grande tifoso, e dell'Hockey Club Lugano, di cui pure era era un appassionato sostenitore.
Ai funerali, oltre ad amici e parenti, hanno presenziato le autorità cittadine, a cominciare dal sindaco Marco Borradori, oltre a diversi municipali. Tra i banchi anche il presidente del Consiglio di Stato ed ex collega di Municipio di Cansani Paolo Beltraminelli, il ministro socialista Manuele Bertoli, l'ex Consigliere di Stato Pietro Martinelli e diversi altri esponenti politici di ogni partito. Oltre a tantissima gente comune.
"Il suo grande spirito di servizio - ha detto il vescovo di Lugano Pier Giacomo Grampa che ha officiato la funzione - la sua bontà e la sua dedizione verso il prossimo, sono state una luce in questa vita come lo è la luce di Dio. Non banalizziamo la morte soprattutto quando sopraggiunge in maniera repentina e improvvisa come è accaduto per Giovanni, che ci ha lasciati mentre stava pulendo i fagiolini. Non banalizziamo la morte. Anche se abbiamo idee diverse oggi stiamo condividendo tutti insieme questo momento".
"Giovanni - ha proseguito il vescovo - non ha mai nascosto la sua fede che ha ispirato la sua azione di politico, di maestro, di volontariato e di vita personale. Era un politico per passione e la fiducia dei cittadini l'ha ricevuto proprio grazie al suo comportamento esemplare e alle soluzioni concrete che ha saputo proporre. La sua non era mai demagogia ma impegno serio".
"Con Giovanni avevamo un rapporto personale di stima. Ci incontravamo in occasione della festa del primo agosto sul Gottardo e quando c'era qualche occasione particolare mi inviava i suoi celebri bigliettini. Grazie Giovanni per la tua amicizia", ha detto commuovendosi Monsignor Grampa.
Il vescovo ha concluso l'omelia con una riflessione politica: "Giovanni era un cristiano prima che un teorico di partito. Giovanni era un vero laico. La laicità è rispetto della realtà, del popolo, come si presenta nella sua concretezza storica. Lo stato è del popolo e di nessuna lobby laica o religiosa. Ma nel popolo c'è anche ella religione e Giovanni sapeva prendere coscienza di tutte queste diversità".