CRONACA
Funerali Cansani, il figlio Martino: "Papà starà facendo la marmellata con la Madonna"
Dopo la funzione religiosa, le esequie dell'ex Municipale sono proseguite al famedio del cimitero di Lugano. "Giovanni era passionale, irruento e battagliero", ha detto l'amico Gianrico Corti

LUGANO - Dolo la cerimonia religiosa nella Chiesa del Cristo Risorto, con l'appassionata e commuovente omelia del vescovo di Pier Giacomo Grampa (leggi articolo correlato), i numerosi partecipanti al funerale di Giovanni Cansani si sono rimessi in marcia per il breve tratto che separa la Chiesa dal Tempio crematorio del cimitero di Lugano.

Qui ha avuto luogo la cerimonia laica, prima della cremazione della salma dell'ex municipale. 

Il primo ad intervenire è stato Gianrico Corti, vicepresidente del Gran Consiglio e amico di vecchia data di Cansani: "La sua generosità - ha detto -era un fiume in piena per la solidarietà. Il suo era un socialismo umanitario. In politica era un uomo di grande rigore". Poi Corti ha raccontato un episodio simbolico per descrivere l'uomo politico e la sue fede: "Ricordo che per la prima vittoria del PS eravamo tutti riuniti a festeggiare e Giovanni era scomparso. Lo abbiamo trovato nella Chiesa del Cristo risorto in raccoglimento". 

"Giovanni - ha aggiunto ancora Corti - era passionale, irruento e battagliero. Privilegiava la sostanza alla forma. Ha saputo dare al valore dell'amicizia un significato vero e profondo, senza confini, e oltre a tutti gli steccati politici". Infine, il vicepresidente del Gran Consiglio ha citato, commuovendosi, una frase di Pablo Neruda: "Quando morirò voglio che ciò che amo continui a vivere".

Ha quindi preso la parola Silvano Montanaro: "Chiunque gli fosse amico era un amico, senza distinzioni", ha detto. Montanaro ha quindi letto alcuni suoi versi dedicati a Cansani, oltre che alcuni passaggi di brani scritti proprio dall'ex municipale. 

Infine il dolcissimo intervento del figlio Martino: "Ringrazio tutti per l'affetto che avete dimostrato e state dimostrando. Sono sicuro che dal cielo terrà una mano sulle nostre teste e sulla testa della Città. Ora sarà impegnato a fare la marmellata con la Madonna, a curare le piante del Paradiso, e a tenere la mano a qualche santo durante un miracolo".

La cerimonia è stata intervallata da alcune canzoni. "Una vita da mediano" di Luciano Ligabue, interista proprio come Cansani, "La Locomotiva" di Francesco Guccini e "L'internazionale", che alcuni hanno ascoltato con il pugno chiuso rivolto al cielo.  

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