Un gruppo di genitori asconesi si sente leso dall’insegnamento dell’inno e ha chiesto la dispensa per i propri pargoli dalle lezioni di musica patriottiche.

ASCONA – Il 6 maggio il Gran Consiglio aveva deciso per l’obbligatorietà del salmo svizzero nelle scuole. E così, al rientro sui banchi, un docente di musica delle scuole elementari di Ascona ha cominciato a proporre ai suoi allievi la prima strofa dell’inno. Tutto come da copione, se non fosse che, ne dà notizia oggi la Regione, tre famiglie hanno deciso di inoltrare al direttore dell’istituto Giorgio Gilardi una richiesta di dispensa dalle lezioni “patriottiche”, perché al sentire i loro pargoli intonanti “Quando bionda aurora” si sentirebbero lese.
Per ora la questione è “sospesa”, come lo sono le patriottiche lezioni, in attesa che il direttore del Borgo riceva indicazioni esatte dai superiori, cui ha sottoposto il caso verbalmente. Il docente di musica in questione però è anche attivo alle scuole elementari di Losone e pure qui si è deciso quindi di non intonare più il salmo fino a nuove, precise, disposizioni in materia.
Disposizioni che non erano state fornite per l’inizio dell’anno scolastico, come ammette anche Mirko Guzzi, capo dell’Ufficio scuole comunali del Dipartimento educazione cultura e sport: “È vero – dichiara alla Regione –, non abbiamo ancora diramato indicazioni su come affrontare la questione nei diversi ordini scolastici. Le richieste di dispensa da parte di genitori, però, mi sorprendono. Finora nessuno si era opposto. Non era mai giunta nessuna protesta e tanto meno nessuna richiesta di esonero.”
Infatti, l’unica novità di quest’anno scolastico è che l’insegnamento del salmo sia obbligatorio, non l’insegnamento di per sé: l’inno è da tempo parte delle lezioni di musica della scuola elementare. “A partire da quest’anno scolastico – commenta, sempre sulla Regione, il direttore Gilardi – abbiamo l’obbligo d’insegnare il salmo ai nostri allievi. Fino allo scorso mese di giugno lo facevamo cantare, senza obbligo, e le famiglie non hanno sollevato dubbi di sorta, né hanno avanzato critiche.”
Al momento quindi le note del salmo riposano fino all’arrivo di indicazioni precise per il suo insegnamento. Indicazioni che, promette Guzzi, arriveranno a breve: “Stiamo valutando, con gli esperti, le modalità d’insegnamento del salmo da inserire nel programma; i suggerimenti alle direzioni degli istituti e ai docenti di musica arriveranno ben presto.”