CRONACA
Ciechi e pericoli della strada: "Perché non sensibilizzare anche gli automobilisti frontalieri?"
Un lettore ci invia copia di una sua lettera all'Unitas sull'ultima campagna. Il presidente Albertini: "Non spetta a noi garantire il rispetto delle norme della circolazione da parte degli automobilisti"

BELLINZONA- Martedì scorso, in occasione della Giornata internazionale del Bastone Bianco, tutti i ticinesi hanno ricevuto un volantino di Unitas volto a sensibilizzare la popolazione sui pericoli rappresentati dagli ostacoli che una persona cieca può incontrare negli spazi pubblici. “Si tratta di una campagna di sensibilizzazione che viene riproposta ogni anno ¬ spiega Luca Albertini, presidente di Unitas -, e di volta in volta si cambia tema. L’argomento viene scelto a livello nazionale, ma noi, come Unitas, ci occupiamo della Svizzera italiana. La campagna di sensibilizzazione coincide anche con una delle nostre tre raccolte fondi annuali, con la differenza che in questa occasione spediamo circa 200'000 volantini nelle case”.

Quest’anno, Unitas si è focalizzata sul problema degli ostacoli mobili, che si trovano soprattutto sui percorsi pedonali, “capita a tutti di lasciare la bicicletta o una valigia per un momento sul marciapiede. Abbiamo voluto sensibilizzare le persone su questo argomento, perché si tratta di intralci che possono causare problemi ai ciechi, i quali poi rischiano di sbatterci contro e rovinare l’oggetto oppure di farsi male”, continua Albertini.

Visto che la campagna di quest’anno era incentrata sulle ostruzioni dei marciapiedi, un nostro lettore si è domandato se non fosse il caso di mandare il volantino anche ai frontalieri che tutti i giorni utilizzano le strade del Cantone. E ci ha inviato copia del suo scritto alla direzione di Unitas: "Ho ricevuto il vostro volantino. Approvo il vostro messaggio di sensibilizzazione perchè sono una persona che si sposta a piedi tutti i giorni per andare al lavoro e rientrare a casa. Sulla mia strada trovo sempre ostacoli, il più delle volte mobili e a quattro ruote. Mi capita infatti ogni giorno di non potermi avvalere della precedenza che mi è garantita dal codice stradale a causa di veicoli a motore prepotenti. Vi scrivo però per chiedervi se avete distribuito questo volantino anche ai circa 60'000 frontalieri che ogni giorno si riversano sulle strade ticinesi e che non sono di certo noti per il rispetto delle norme della circolazione".

“Non voglio entrare nella polemica ticinesi-frontalieri - replica Albertini -. Dico solo che sarebbe praticamente impossibile distribuire un volantino come il nostro a tutti i frontalieri, che comunque non spetta alla nostra associazione provvedere a garantire il rispetto delle norme della circolazione da parte degli automobilisti, svizzeri  o stranieri che siano, che giornalmente circolano sulle strade. In ogni caso penso che il volantino abbia avuto buon eco a livello di media, su internet e sui quotidiani. Immagino che anche i frontalieri leggano i giornali e che di conseguenza anche loro siano stati sensibilizzati”.

La volontà è dunque esclusivamente quella di rendere attenti i cittadini: “non vogliamo colpevolizzare o puntare il dito contro qualcuno - precisa Albertini -. Sappiamo benissimo che non c’è un numero alto di ciechi e ipovedenti che camminano con il bastone bianco, ma vorremmo solo ricordare alle persone di lasciare liberi i marciapiedi e le linee guida, come ad esempio le strisce bianche nelle stazioni”.

Gli ostacoli per ciechi e ipovedenti sono diversi, non solo biciclette, moto, o semplici oggetti lasciati sul ciglio della strada, ma anche rami che sporgono dalle siepi e scritte troppo piccole: “Proprio per questo motivo ogni anno cerchiamo di porre l’accento su un problema differente. La scorsa edizione della Giornata internazionale del Bastone Bianco, abbiamo sensibilizzato le persone sui caratteri piccoli o fantasiosi della cartellonistica, che creano grosse difficoltà agli ipovedenti. L’anno prossimo ci sarà un altro argomento”.

DV

 

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