CRONACA
LAC, la parola al nuovo direttore Gagnon: “Non conosco la politica qui, ma discuterò con tutti”
Oggi sulla Regione appare la prima intervista ticinese al nuovo direttore scelto per inaugurare e dirigere la prima fase del nuovo centro culturale luganese, che aprirà ufficialmente a settembre 2015

LUGANO - È la lingua la prima preoccupazione di Michel Gagnon, nuovo direttore scelto per dirigere il LAC. La Regione lo ha infatti intervistato ieri proprio al suo sbarco all'aeroporto di Agno e le sue prime parole sono state: “Sì, io so parlare italiano, è molto importante per me…”, riprendendo però subito nel suo francese québequois, ma assicurando l'intenzione di imparare presto meglio la lingua della lirica. 

Nel settembre 2015 si aprirà la prima stagione del nuovo centro culturale luganese, una scommessa di dimensioni notevoli e che impegnerà non poco il 57enne canadese, giunto a Lugano proprio per cominciare ad impostare la programmazione: il suo primo giorno di lavoro “ufficiale” sarà lunedì prossimo, il 7 aprile. 

E cosa saranno dunque i primi passi da nuovo direttore, ha chiesto a Gagnon il quotidiano bellinzonese: “Mi vedrò sicuramente in settimana con Lorenzo Sganzini. La cosa più importante è costruire l'équipe che lavorerà con me. So che il Municipio ha indetto il concorso per il nuovo direttore di LuganoInScena e dunque prenderò parte alla scelta del candidato. Credo molto al lavoro di équipe: è come nel teatro, serve un buon casting”. 
Gagnon, a Lugano per la quarta volta da sempre, commenta così la sua scelta, e quella di chi l'ha scelto, scaturita grazie anche all'amicizia con Daniele Finzi Pasca: “È una storia incredibile - spiega Gagnon alla Regione -, tutte le stelle si sono bene allineate. Ho due figli, un ragazzo di 19 e una ragazza di 23 anni che forse mi raggiungeranno qui. Mia moglie arriverà a luglio. Se l'offerta di Lugano fosse venuta prima non avrei potuto accettare, perché i figli erano troppo piccoli. Invece questo è il momento giusto e sono molto contento di iniziare. Il progetto è magnifico. E farlo decollare da zero è formidabil”.

Il canadese ha confermato inoltre la volontà di dare un respiro internazionale alla programmazione del LAC, affermando: “credo sia questa la ragione per la quale sono stato assunto. Possiedo una buona rete internazionale con contatti dall'Europa fino all'Australia”. 

Ma sarà sufficiente un anno e mezzo per preparare nel migliore dei modi un'inaugurazione e una programmazione di un centro così ambizioso? “Sì - risponde Gagnon al quotidiano -, ma occorre mettersi rapidamente al lavoro. Ho appena abbandonato la Place des Arts dopo aver concluso la programmazione dell'anno prossimo e aver già avviato quella del 2015-2016. In un grande teatro come sarà il Lac occorre calcolare di partire con un anticipo sui tempi di 12-18 mesi. E non bisogna aspettare oltre”. 

Infine il nuovo direttore è stato sollecitato anche sulle polemiche nostrane sul nuovo centro culturale, progetto infatti spesso al centro di attacchi politici, in particolar modo della Lega e del suo domenicale: “È qualcosa che non conosco molto, ci sono sempre aspetti politici in gioco. Anche quando venne creata la Place des Arts, il progetto non faceva l'unanimità perché si tratta di investimenti pubblici e di progetti costosi. Ritengo che ci sia spazio per tutte le opinioni e che occorra discuterle e non rifiutare questi argomenti. Bisogna comunque realizzare bene il progetto. E sono certo che si tratti alla fine di progetti realizzabili, ma che occorra prendersi il tempo per costruirli. Personalmente credo molto nella cultura e la ritengo importante in questa società” ha concluso Michel Gagnon

red 

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