A decidere come vengano distribuiti i contributi è il DECS, e le associazioni, gli enti o le persone che vi possono contare, per somme che vanno dalle centinaia di franchi ai milioni, sono molte e dalle più disparate finalità

BELLINZONA – L’ “exit strategy” varata dal Governo per garantire la partecipazione del Ticino a Expo ha reso di attualità l’esistenza del Fondo Swisslos, con tutte le controversie del caso dovute a quel milione di franchi a cui si vorrebbe attingere.
Per molti di noi se non la sua esistenza, almeno il suo funzionamento rimangono un mistero. Un mistero, dati del 2013, da quasi 16 milioni e mezzo di franchi. Eppure i rendiconti e i criteri di erogazione dei contributi sono lì, nero su bianco, consultabili pubblicamente sul sito del Cantone, nella sezione dedicata al DECS.
È infatti il Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport a gestire questo proverbiale pentolone d’oro in fondo all’arcobaleno, il cui contenuto è destinato “a finanziare o sussidiare opere di beneficienza e d’interesse generale. Più precisamente si tratta delle attività culturali d'importanza regionale e cantonale, delle attività sociali d'interesse collettivo liberamente accessibili e delle attività a carattere civile d'importanza regionale e cantonale”, come indicato nel suo regolamento.
In particolare, le competenze decisionali sui sussidi sono attribuite in base ai loro importi: fino a 10mila franchi al capoufficio, fino ai 30mila a quest’ultimo e al capo sezione, superata tale soglia e fino ai 100 mila la decisione compete invece al direttore del DECS e al capoufficio. Mentre oltre i 100mila franchi a decidere è il Consiglio di Stato.
Proprio su questo aspetto, e prendendo il la dalla vertenza nata attorno all’utilizzo del Fondo Swisslos per Expo, in giugno il gruppo Lega ha presentato un’iniziativa generica per una maggiore trasparenza nell’erogazione dei fondi delle lotterie, chiedendo in particolare: “che i sussidi superiori ai fr. 1'000'000.- unico o fr. 250'000.- per quattro anni siano soggetti a referendum facoltativo; che i sussidi superiori ai fr. 100'000.- siano imperativamente decisi dal Gran Consiglio, previo rapporto della competente Commissione; che i sussidi superiori ai fr. 10'000.- siano imperativamente decisi dal Consiglio di Stato.
“Solo in questa maniera – motivavano nell’atto – eviteremo in futuro problemi e sprechi di denaro pubblico nella gestione dei fondi”.
Questo per quanto riguarda il suo funzionamento. Ma a chi vengono dati quei 16 milioni e rotti di franchi? Spulciando le 83 pagine del Rendiconto 2013 si nota che le associazioni, gli enti o le persone che possono contare su questi contributi, per somme che vanno dalle centinaia di franchi ai milioni, sono molte e dalle più disparate finalità.
Cominciamo proprio con una piccola curiosità: dalla lettura delle voci, si evince anche che ad ogni persona che raggiunge il traguardo dei cento anni vengono regalati mille franchi. Singolare scoprire così che nel 2013 ben 31 erano i centenari in Ticino.
Il fondo sostiene però principalmente le attività culturali: dei 16'395'644 franchi disponibili nel 2013, ben 12'382'823 sono stati infatti destinati allo scopo. Settore in cui rientrano le voce più disparate: dai contributi per manifestazioni a quelli per pubblicazioni, mostre (con anche aiuti ad artisti locali per organizzare o partecipare ad esposizioni all’estero) e via dicendo. Cifra in cui sono compresi anche i 2’655’400 per il Festival del Film di Locarno.
Altra grande fetta milionaria del fondo (le altre voci sono nell’ordine dei centinaia di migliaia di franchi) è destinata al coté benefico con circa 2 milioni e cento mila franchi di contributi destinati ad attività sociali e assistenziali. A titolo d’esempio, fra le molte, vi sono oltre 260 mila franchi devoluti fra le varie associazioni di salvataggio. Oppure i 200mila franchi di contributi alla Fondazione Ticino Cuore. Nonché oltre 700 mila franchi devoluti alla ricerca scientifica e culturale.
Alcune associazioni o enti ritornano poi più volte nelle varie voci del rendiconto. E grandi utilizzatori del fondo risultano quindi soprattutto i vari enti turistici e, va da sé dato la sua finalità, i dicasteri culturali dei vari comuni. Ad esempio per l’organizzazione di varie mostre i quasi 83 mila franchi all’ente turistico di Bellinzona, o 75mila ai servizi culturali di Locarno. Anche le molte e note manifestazioni dell’estate luganese, come Palco ai giovani, Blues to Bop, per citarne alcune, beneficiano del Fondo.
Altra grande voce è poi costituita dalle compagnie teatrali. Ad esempio al Dicastero attività culturali di Lugano è stato attribuito un contributo di 100mial franchi per l’organizzazione di Lugano In Scena. Mentre 113mila sono i franchi dati allo storico Teatro Dimitri per le sue attività nel 2013. Oppure, fra le voci, anche la Compagnia Finzi Pasca, che nello scorso anno ha beneficiato di un contributo di 250mila franchi.
Le finalità del fondo coprono quindi le più disparate attività e iniziative oltre a quelle culturali. Sempre da qui si attinge infatti anche per l’aiuto ai paesi in via di sviluppo o nel caso di catastrofi naturali (nel 2013 per 250mila franchi), ma anche con una voce, 200mila franchi destinata alla Cooperazione transfrontaliera.
Parallelamente, esiste poi anche il Fondo Sport-toto, di entità minore, destinato alla promozione dello sport, che nel 2013 ha distribuito circa 5.5 milioni fra le varie discipline e iniziative.