La segnalazione di un lettore, preoccupato per lo stato di incuria del fiume. “Potrebbero bastare pochi alberi sradicati dalla forza dell’acqua per formare in pochissimo tempo una diga. Cosa aspettano le autorità ad agire?”

GORDOLA – “Da molto tempo ormai, e in particolare in questi giorni di piogge intense, nel tratto di fiume che va a nord dal Ponte sulla Cantonale tra Tenero e Gordola e al Ponte dei Pomodori a sud, là dove l’acqua entra nel Lago Maggiore, c’é uno spettacolo alquanto raccapricciante da vedere. Basta buttare lo sguardo all’interno del letto del Fiume Verzasca per scorgere alberi cresciuti a dismisura e divenuti alti all’incirca una trentina di metri”. Uno spettacolo che, sottolinea il lettore che ci invia la segnalazione che qui riportiamo, potrebbe creare dei grossi pericoli.
Sappiamo tutti, scrive, “che potrebbero bastare pochi alberi sradicati dalla forza dell’acqua, che appoggiandosi alle basi di uno dei cinque ponti esistenti o ad altri alberi più robusti, per formare in pochissimo tempo una diga. Non oso pensare alle conseguenze che tale diga provvisoria e instabile potrebbe creare nel momento in cui andrebbe a cedere. Una domanda qui sorge spontanea : ma le Autorità dei due paesi coinvolti, e cioè Tenero e Gordola, così come le Autorità Cantonali, non hanno mai visto quello che sta sotto gli occhi di tutti da diversi decenni? E la Verzasca S.A. proprietaria della Diga?”
“Tutti “non vedenti” o tutti “menefreghisti”? – incalza Oswaldo Codiga, che allega anche le foto scattate nei pressi di Gordola –. “Non hanno mai pensato tutte queste persone che la gente potrebbe perdere la propria tranquillità ogni volta che c’è lo sfioramento delle acque dalla Diga? Perché non aprire per una oretta (se é ancora possibile, ma ho dei grossi dubbi) almeno una volta ogni due mesi la porta di deflusso ai piedi della diga? Perché si è arrivati a questo completo, schifoso e molto pericoloso degrado?”
Codiga riflette quindi sul paradosso che vede da un lato un alto livello di protezione dei nostri fiumi (“sabbia e ghiaia usati nelle costruzioni in Ticino arrivano dall’estero, così dicono, perché qui da noi è vietato “pescare” il materiale nostrano da fiumi e laghi”) e dall’altro questa situazione di incuria nel fiume Verzasca. “Qui allora c’è qualcosa che sicuramente non quadra!”
E i deflussi cosiddetti “minimi”, prosegue il lettore, chi li controlla, o meglio, chi li deve controllare? “Sicuramente ci sarà chi risponderà che in quella “natura selvaggia” ci sono magari anche animali rari che nidificano! Ok, mi può anche star bene... ma a quando una soluzione logica per la sicurezza e per la protezione dell’essere umano?”
E il pensiero, soprattutto in queste settimane di abbondanti piogge, va quindi ai devastanti effetti che altrove l’incuria ha causato. Conclude Codiga: “Qualcuno ha fatto un pensierino guardando magari agli straripamenti dei riali che vediamo alla televisione in questi giorni quando, tanto per fare un esempio, ci vengono date le immagini di Genova o della Liguria? Cosa vogliamo ancora aspettare per dare una sistemata e togliere un po’ di porcheria?”