Al centro della denuncia del sindacato, questa volta, una circolare allegata alla busta paga di novembre dei dipendenti dell’azienda di Biasca, con cui il sindacato ha una vertenza aperta dalla reazione dei vertici allo sciopero degli scalpellini

BIASCA – “Questo è soltanto un altro triste capitolo di tutta la vicenda Maurino, probabilmente il più triste”, si conclude così il comunicato con cui Unia informa del nuovo atto della vertenza in corso con l’azienda di Biasca.
Al centro della denuncia del sindacato, questa volta, una circolare allegata alla busta paga di novembre dei dipendenti della Graniti Maurino, che recita: “Egregi signori, vi informiamo, come da Contratto Nazionale Mantello, che la paga di dicembre sarà versata il 5 gennaio 2015 e la 13ma entro fine dicembre 2014 sul vs. conto corrente”.
Insomma, nessun salario e nessun acconto ai dipendenti prima di Natale. “Una notizia dal retrogusto amaro e che ha tutto il sapore della ripicca”, per Unia: “La vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo” dichiarava Marzio Maurino qualche tempo fa ai giornalisti. Con quella dichiarazione si riferiva allo sciopero degli scalpellini del 16 giugno al quale i suoi dipendenti avevano aderito. “Il piatto freddo” la Graniti Maurino l’ha servito poco prima di Natale, nel momento dell’anno in cui molti dei suoi dipendenti rientrano a casa (in Portogallo, in Spagna e Italia) per festeggiare le feste con la propria famiglia. Probabilmente l’imprenditore rivierasco ne ha molti di sassi da togliersi dalle scarpe: non solamente la massiccia adesione dei suoi dipendenti allo sciopero, il parere con cui la Commissione paritetica cantonale ha ribadito il fatto che le indennità rivendicate dagli operai vanno pagate: una media di 5’000 franchi non versati, da parte della ditta, ad ogni dipendente che ha lavorato a turni”.
Non è dato sapere, prosegue il comunicato, se realmente Marzio e Cesare Maurino saranno conseguenti con quanto scritto e firmato, ma “sta di fatto che l’intenzione è chiara e va a colpire tutti i dipendenti”. Perciò, Unia dal canto suo “ha preso posizione nei confronti della Graniti Maurino e della Crescianograniti, da un lato rivendicando il rispetto dei lavoratori delle due aziende di proprietà di Marzio Maurino e dall’altro ribadendo gli aspetti giuridici che impongono il pagamento del salario prima delle festività natalizie”.
Sia il Codice delle Obbligazioni sia il Contratto Nazionale Mantello, spiegano, confermano che l’usualità dei salari versati in un certo periodo diventa regola (la Graniti Maurino ha sempre versato i salari prima di Natale) e che “proporzionalmente al lavoro già eseguito, il datore di lavoro deve accordare al lavoratore nel bisogno le anticipazioni che può ragionevolmente fargli”.
Al di là degli aspetti giuridici, però, a lasciare basiti è la decisione in sé: “una decisione dal sapore amaro che va a colpire i lavoratori e le loro famiglie in un momento particolare dell’anno, ma soprattutto una decisione che conferma una logica aziendale fondata sulla paura. È di qualche mese fa la notizia dei licenziamenti, considerati abusivi da parte dei sindacati, di tre lavoratori, motivati con l’obbligo da parte aziendale di pagare le indennità dovute ai lavoratori a turno. Ieri sono stati colpiti tre lavoratori che avevano difeso i propri diritti, oggi si colpiscono tutti i lavoratori e le loro famiglie. Di fronte a quanto sta accadendo sotto Natale alla Graniti Maurino non possiamo che chiederci quale sarà il prossimo gesto di rappresaglia nei confronti dei dipendenti”.
Quello di cui siamo sicuri, conclude la nota, “è che la Graniti Maurino gode di ottima salute e che i salari saranno versati. Spetterà tristemente ai lavoratori spiegare alle proprie famiglie la ragione per cui in questo Natale dovranno ‘stringere la cinta’”.