CADENAZZO - Un contributo volontario. È quanto ha chiesto nelle scorse settimane, con una lettera indirizzata ai patrizi di Cadenazzo, il presidente Francesco Caccia. Un versamento spontaneo per risollevare le finanze del Patriziato provate da una serie di spese impreviste, spiegava il presidente.Poi sappiamo quello che è successo: Caccia è finito nel vortice della giustizia penale per avere rubato alcune decine di migliaia di franchi dalla cassaforte dell’Organizzazione turistica Lago Maggiore, azienda della quale era appena stato nominato direttore amministrativo. Un furto legato all’esigenza di tamponare buchi creati in precedenza, la cui entità sarà chiarita solo al termine delle verifiche finanziarie. Nel corso dell’inchiesta è però emerso che Caccia ha anche sottratto settemila franchi dalla cassa del Patriziato che presiede.Sarà forse una coincidenza, ma la concomitanza temporale tra la lettera inviata ai patrizi e la necessità di Caccia di trovare urgentemente i soldi per coprire i buchi da lui provocati in precedenza solleva qualche legittimo dubbio. Anche perché in queste settimane è tempo di bilanci e i nodi sarebbero presto venuti al pettine. emmebi