Il nuovo arredo provvisorio fa storcere il naso fra “buchi nell’asfalto”, “orti allo smog” e costi considerati esorbitanti. Nasce la pagina di chi “rivuole la vecchia Lugano” e scatta l'interrogazione: “Con i 190mila franchi non potevano evitare i tagli?"

LUGANO – A poco valgono gli appelli alla pazienza della municipale Cristina Zanini-Barzaghi, titolare dell'Area delle Costruzioni e Servizi urbani, il nuovo arredo urbano di Lugano, più che far incontrare, sembra dividere.
Le critiche contro la “zona incontro” allestita fra via Magatti, via della Posta, via Pretorio e via Albrizzi sono piovute fin dall’inizio dei primi lavori. E mentre la municipale Zanini-Barzaghi invita ad attendere il risultato finale prima di giudicare, parte della popolazione di Lugano parla di buchi a terra, sterpaglie e brutture, chiedendosi che immagine possano dare queste della Città. Tanto che su Facebook, dove passa ormai spesso il malcontento, è nata una pagina “per quelli che rivogliono la buona vecchia Lugano. Senza orti in piazza, pezzi di marmo vicino alla pensilina e senza un PVP deleterio”, come recita la descrizione di ‘Rivogliamo la vecchia Lugano’, che, creata a fine luglio, conta circa 350 ‘mi piace’.
E proprio quei “pezzi di marmo” sono stati al centro di molte critiche e sfottò. Sulla pagina è presto comparso un indaffarato Obelix che, passando davanti al Municipio con il suo masso, si chiede dove possa metterlo. Ma la goliardia nata attorno al monolite oggi ha fatto segnare un passo in più che non è piaciuto a tutti.
Le nuove aiuole sono state ribattezzate da alcuni “cimiteri”, vedendo nei massi una somiglianza con quelli tombali. E su una tomba non può mancare la lapide, comparsa, appunto oggi. La stele, con la foto di Zanini-Barzaghi e le date di inizio e fine legislatura, recita: “Riconoscenti, i luganesi affranti goliardicamente posero”. Chi sia stato l’autore non è dato sapere e la lapide è presto stata rimossa.
Ma il gesto – presto rimpallato sui social – non è passato inosservato, fra chi ride e plaude all’idea e chi condanna la goliardata, come il segretario del PPD che sulla sua pagina Facebook commenta: “Sono davvero schifato... Questo non è proprio il classico esempio di "sana politica"! Il rispetto delle persone viene prima di ogni cosa”. Gli fa eco, nei commenti, Lorenzo Jelmini: “Oltre a non essere riuscite a fare satira, certe persone fanno davvero fatica ad accettare che, anche nell'arredo di una città, qualcosa può cambiare...”, scrive il consigliere comunale PPD difendendo le proposte innovative fatte dalla municipale.
Ed entusiasta non è parsa nemmeno la diretta interessata. “Con questi gesti ci fanno solo della pubblicità gratuita”, taglia corto Zanini-Barzaghi contattata da Tio. Le decisioni, aggiunge, “non le prendo da sola. E molti cittadini apprezzano il lavoro fatto dal Municipio”.
La questione è però bel lontana dall’esser finita. A sollevare le maggiori critiche è il costo dell’opera, 190mila franchi. Opera che, inoltre, coincide in parte con il tracciato della futura gara di Formula E. Due elementi portati all’attenzione del comune dai consiglieri comunali Plr, Paolo Toscanelli, Peter Rossi; Roberto Badaracco, Giovanna Gilardi e l’Udc Tiziano Galeazzi che hanno inoltrato una interrogazione al Municipio lamentando “l’eccessiva fretta” con cui si è voluto iniziare i lavori di un progetto provvisorio “costato la bellezza di 190mila franchi”.
“Tra buchi nell’asfalto, ‘pietre tombali’, sassi, piante e vegetali sistemati in cubi provvisori ai margini della strada si è creato un arredo urbano discutibile e probabilmente intralciante nell’organizzazione del percorso di gara”, si legge nell’interrogazione, in cui si sottolinea come questi 190 mila franchi siano stati spesi in un periodo di crisi. Quando questi “avrebbero potuto finanziare dei servizi di primaria importanza o far fronte a promesse (non ancora mantenute) fatte con i Comuni aggregati”. Insomma, tuonano, questi 190 mila franchi “non potevano servire a evitare i tagli?”
“Vista la possibilità di poter ospitare il Gran premio (Gp) di Formula E e visto il tracciato di gara definito - chiedono ancora i firmatari -, il lodevole Municipio non pensa che sarebbe stato opportuno bloccare (almeno temporaneamente) i lavori concernenti il nuovo arredo urbano provvisorio in modo da evitare possibili spese di ripristino della carreggiata?” E, inoltre, “come sarà garantita la sicurezza dei piloti e degli spettatori nei tratti adiacenti al nuovo arredo urbano provvisorio, specialmente in via Magatti?” “E quali saranno, infine, i costi in caso di modifica del nuovo arredo urbano provvisorio?”