CRONACA
"Caso Volo" pompato? Ma da chi? Ci siamo limitati a riportare la versione del direttore del Du Lac, senza omettere o aggiungere nulla. E confermiamo ciò che abbiamo scritto
Un chiarimento ci vuole: in ben tre occasioni Casparis ci ha raccontato la stessa versione dei fatti. Che non ha mai smentito. Limitandosi semmai a sorvolare sul dettaglio più scabroso

LOCARNO - “Caso Volo”: notizia pompata? E semmai da chi? La domanda è ricorrente in queste ore mentre non si ferma la ridda di opinioni e articoli, più o meno faziosi, che la vicenda continua a generare nonostante siano passati diversi giorni dal "fattaccio". 

Per quanto ci riguarda rispondiamo al quesito limitandoci a quel che abbiamo pubblicato noi, senza entrare nel circolo vizioso del dibattito dei media su quel che dicono o ha detto i media. Non ci piace parlarci addosso.

Ebbene, da parte nostra riconfermiamo tutto quel che abbiamo scritto, parola per parola. Un racconto che ci è stato fatto per filo e per segno lunedì sera verso le 20 al telefono dal direttore dell’albergo Du Lac, Guido Casparis.

E ci è stato riconfermato dallo stesso Casparis martedì mattina, e ci è stato nuovamente ribadito dallo stesso Casparis durante un incontro la sera dello stesso giorno, alla presenza di altre persone.
 
In ben tre occasioni, dunque, Casparis ci ha raccontato la stessa versione dei fatti. Che non ha mai smentito. Semmai ha sorvolato sul particolare più imbarazzante, o ha precisato che le camere nello stato peggiore erano quelle delle due accompagnatrici. Meglio: registrate a nome delle due accompagnatrici del gruppo.

Noi ci siamo comunque limitati a riportare la sua verità e quella dei ragazzi del Volo. Due verità completamente divergenti come abbiamo visto. Ma questa è un'altra storia. 
 
Comprendiamo che, di fronte a tutto questo can can una persona non abituata ai riflettori mediatici come Casparis si senta a disagio, intimorito, e cerchi di gettare acqua sul fuoco, contraddicendosi o smussando gli angoli più "scabrosi" del suo racconto.

Comprendiamo anche che il suo personale, come lui afferma, sia sotto pressione e letteralmente terrorizzato dal caos mediatico… Che i telefoni della sua ricezione siano stati sotto assedio per due giorni…
 
Ma la nostra comprensione non arriva al punto da lasciar cadere nel vuoto un paio di sue frasi che abbiamo letto ieri sera sul portale Tio.ch.
 
Prima: “Io penso che tra i giornalisti che hanno dato per primi la notizia, qualcuno abbia veramente pompato troppo i fatti. E poi tutti gli altri media hanno cavalcato l'onda".

Seconda: i ragazzi del Volo “non sono stati cortesi, ma nemmeno così tremendi come è stato detto. Hanno lasciato in disordine, questo sì. Ma da qui a fare finire il fatto sui giornali ce ne vuole".

Eh no! Non ci si nasconde dietro un cactus quando arrivano gli indiani… Ribadiamo dunque che nei nostri articoli non c’era alcun particolare inventato. Del resto, la storia come l’abbiamo riferita era già stata raccontata nel fine settimana da Casparis a diverse persone.
 
Il direttore del Du Lac, inoltre, sapeva benissimo che la vicenda sarebbe finita sui giornali, tanto che sulla Regione di martedì c’era il suo racconto. LaRegione ha deciso di omettere un paio di dettagli. Noi li abbiamo pubblicati. Abbiamo però evitato, come ci aveva chiesto inizialmente l’albergatore, di fare il suo nome e quello del suo hotel. Poi la vicenda ha avuto l’eco che sappiamo...  Tutto qui.

Nella sua lettera aperta consegnata e letta alla trasmissione di Barbara D'Urso ha concluso: "La verità sta nelle parole delle cameriere"... Poteva e doveva chiudere così.

I tenorini del Volo hanno detto "speriamo che almeno questa storia di ci porti fortuna"... Perchè si da che la ------- porta fortuna. Un po' di fortuna fa bene a tutti. E con questo chiudiamo.

Marco Bazzi

 

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